Nino Andriollo: “Una Terra Strappata al Fango”
di Vittorio Coco
Nino Andriollo
Per comprendere la figura di Nino Andriollo, non si può prescindere dal paesaggio che lo circonda: le “Migliara” di Pontinia. Qui, dove un tempo regnava la palude e il canto delle rane era l’unico suono udibile tra le nebbie malariche, oggi sorge uno dei poli zootecnici più avanzati d’Europa. Nino non è solo un imprenditore agricolo; è il custode di una promessa fatta quasi un secolo fa, quando migliaia di contadini veneti scesero al Sud per trasformare il fango in oro agricolo.
La sua azienda, la Alan Farm, situata lungo la storica Strada Migliara 51 Sinistra, rappresenta la sintesi perfetta tra la fatica ancestrale del “boaro” veneto e la precisione millimetrica dell’intelligenza artificiale applicata alla mungitura.
1. Le Radici: Dal Veneto all’Agro Pontino
La storia degli Andriollo inizia con il grande esodo degli anni ’30. Come centinaia di altre famiglie provenienti dal basso veronese, dal vicentino e dal polesine, gli antenati di Nino arrivarono in una terra che prometteva dignità in cambio di un lavoro sovrumano.
Il legame con Pontinia, la “città bambina” inaugurata nel 1935, è viscerale. I coloni veneti portarono con sé non solo le sementi, ma una visione del mondo basata sulla famiglia patriarcale e sulla stalla come cuore pulsante dell’economia domestica. Nino è cresciuto respirando questo spirito: l’idea che la terra non sia un possesso, ma un prestito da onorare con il sudore.
Nel 1967, l’azienda agricola della famiglia Andriollo inizia a strutturarsi in modo moderno. È il periodo del passaggio dalla mezzadria alla proprietà fondiaria, un momento in cui molti gettarono la spugna davanti alle difficoltà del mercato. Gli Andriollo, al contrario, scelsero di investire, convinti che il futuro risiedesse nella specializzazione zootecnica.
2. La Visione di Nino: L’Azienda come Ciclo Vitale
Nino Andriollo nel ristorante di famiglia… “La bistecchiera”
Nino Andriollo ha avuto il merito di trasformare una classica azienda agricola in un modello di filiera chiusa. In un mercato globale che tende a frammentare la produzione, la sua filosofia è stata controcorrente: fare tutto in casa, dal seme al piatto.
Il Ciclo della Terra
L’alimentazione dei bovini è il primo segreto della qualità Andriollo. Nei campi che circondano la stalla, Nino supervisiona la coltivazione di foraggi, mais e cereali nobili. “Siamo quello che mangiamo, e questo vale anche per le nostre vacche”, ama ripetere. Questo controllo totale elimina i rischi legati a mangimi industriali di dubbia provenienza e garantisce al latte un profilo organolettico unico, figlio diretto del terroir pontino.
Il Benessere Animale come Strategia
Primo ministro dell’agricoltura Uganda nell’azienda Alan farm
Nino è stato tra i primi a capire che una vacca stressata non produce buon latte. Nella sua stalla, la razza Frisona vive in ambienti climatizzati, con spazi ampi e spazzole rotanti per il massaggio dei capi. Questo approccio, che oggi chiamiamo Animal Welfare, per Nino è sempre stata una forma di rispetto etico prima ancora che una scelta economica.
Marco Andriollo figlio di Nino e dirigente dell`azienda di famiglia
3. La Rivoluzione Tecnologica: L’Incontro con la Robotica
Il nome di Nino Andriollo è oggi legato indissolubilmente all’agricoltura 4.0. Mentre molti colleghi guardavano con diffidenza all’automazione, Nino ha spalancato le porte ai robot di mungitura.
Il sistema Lely Astronaut:
L’introduzione dei robot Lely Astronaut A5 ha segnato uno spartiacque. Le vacche di Nino decidono autonomamente quando farsi mungere. Non c’è più l’intervento umano forzato alle 5 del mattino; il robot riconosce il singolo animale tramite un chip, ne analizza lo stato di salute in tempo reale e procede alla mungitura in modo delicato.
Questa tecnologia non ha sostituito l’uomo, ma ha liberato Nino e i suoi figli, Giovanni Battista e Luca, dalle mansioni più logoranti, permettendo loro di concentrarsi sulla gestione strategica e sulla qualità del prodotto finale. Accanto ai robot di mungitura, operano i robot spingiforaggio e i sistemi automatici di pulizia, rendendo la stalla degli Andriollo un laboratorio di futuro nel cuore della pianura pontina.
Natalina Andriollo, la dolce meta di Nino
4. Alan Farm: Dalla Stalla alla Tavola
Nel 2006, la svolta commerciale: l’apertura del caseificio aziendale. Nino ha capito che vendere il latte ai grandi gruppi industriali significava svendere il proprio lavoro. Trasformarlo in loco era l’unica via per la sopravvivenza e l’eccellenza.
Oggi, i prodotti a marchio Alan Farm sono sinonimo di garanzia:
La Mozzarella e i Formaggi: Prodotti con latte freschissimo, lavorato poche ore dopo la mungitura.
La Carne: Una filiera cortissima dove la tracciabilità è totale.
L’Agriturismo: Inaugurato nel 2011, è il luogo dove Nino accoglie i visitatori, raccontando la storia di ogni piatto. È l’ultimo miglio di una catena che inizia con un seme nel solco e finisce con un sorriso dell’ospite.
5. Il Mercato di San Teodoro: Ambasciatore di Pontinia a Roma
Se chiedete a un romano dove trovare il vero sapore dell’Agro Pontino, vi indicherà il Farmer Market di Campagna Amica al Circo Massimo. Qui, Nino Andriollo è una celebrità. Ogni fine settimana, i prodotti della sua terra viaggiano da Pontinia alla Capitale.
Nino ha interpretato il ruolo di “agricoltore custode”. Dietro il banco, non vende solo formaggi o tagli di carne; vende la storia di Pontinia, la fatica della bonifica e la trasparenza di un’azienda che non ha nulla da nascondere. Questo contatto diretto con il consumatore urbano ha permesso di accorciare le distanze tra città e campagna, restituendo dignità sociale alla figura dell’allevatore.
6. L’Eredità e il Futuro: I Figli
L’impresa di Nino Andriollo è, sopra ogni cosa, una storia di famiglia. La continuità garantita dai figli Marco e Luca
figlio del fratello Silvio, rappresenta il successo più grande. In un’Italia dove i giovani spesso fuggono dalle campagne, gli Andriollo hanno saputo rendere l’agricoltura “appetibile”, tecnologica e gratificante.
Nino resta il baricentro: l’uomo che conosce ogni zolla di terra della Migliara 51, ma che sa leggere i dati complessi forniti dai software di gestione della stalla. È il punto d’incontro tra il passato dei pionieri veneti e il futuro della sostenibilità alimentare.

Conclusione: Il Valore dell’Esempio
Nino Andriollo non è solo un imprenditore di successo; è la dimostrazione vivente che l’agricoltura italiana può vincere la sfida della globalizzazione puntando sull’identità e sull’innovazione radicale. Pontinia, con le sue strade dritte e i suoi canali, continua a correre verso il futuro grazie a uomini come lui, che portano nel DNA la tempra dei coloni e nella mente la visione di un mondo dove la tecnologia è al servizio della natura.
La storia dei coloni Veneti nell`Agro Pontino
La storia di Pontinia è inseparabile dall’epopea dei coloni veneti, un capitolo fondamentale della bonifica integrale dell’Agro Pontino durante gli anni ’30. Famiglie come quella di Nino Andriollo sono le eredi dirette di questo massiccio trasferimento umano e culturale.
1. La Bonifica e la Fondazione (1934-1935)
Pontinia fu la terza città di fondazione, inaugurata il 18 dicembre 1935. Prima di allora, l’area era una palude insalubre dominata dalla malaria. Lo Stato, attraverso l’Opera Nazionale Combattenti (ONC), selezionò migliaia di famiglie contadine povere provenienti dal Veneto, dal Friuli e dal Ferrarese per popolare queste terre appena strappate all’acqua.
2. L’Organizzazione dei Poderi
Ai coloni non veniva data solo una terra, ma un sistema di vita pianificato:
Il Podere: Ogni famiglia riceveva una casa colonica (le tipiche case coloniche azzurre o rosa che ancora punteggiano le Migliara) dotata di stalla, fienile e un appezzamento di terreno (solitamente tra i 10 e i 25 ettari).
L’Obbligo del Riscatto: Le famiglie non erano proprietarie immediate, ma “mezzadri” che avrebbero riscattato la terra in circa 30 anni di duro lavoro, consegnando parte del raccolto allo Stato.
Le Migliara: Il territorio venne diviso da strade rettilinee chiamate “Migliara” (perché distanti un miglio romano l’una dall’altra), lungo le quali si sviluppò la vita sociale e produttiva dei coloni.
3. L’Integrazione Culturale: “Venetopontini”
I coloni portarono con sé una cultura rurale fortissima che ha plasmato l’identità di Pontinia:
Lingua: Per decenni a Pontinia si è parlato il dialetto veneto, che col tempo si è fuso con l’italiano e i dialetti locali creando un’identità linguistica unica.
Religione e Tradizioni: La devozione religiosa e feste come il “Panevin” (il falò di inizio anno) furono importate dal Nord.
Cucina: Piatti come la polenta, il radicchio e i formaggi tipici veneti sono diventati parte della gastronomia locale, influenzando aziende come la Alan Farm.
4. Il Sacrificio e la Trasformazione
I primi anni furono durissimi. Molti coloni morirono di malaria o per la fatica estrema necessaria a dissodare terreni difficili. Tuttavia, la loro resilienza trasformò Pontinia nel granaio e nel polo zootecnico che è oggi. Da braccianti e mezzadri, queste famiglie sono diventate piccoli e medi imprenditori agricoli, mantenendo vivo il legame con la terra originaria ma sentendosi profondamente laziali.
Oggi, i cognomi veneti a Pontinia sono la maggioranza e rappresentano la spina dorsale dell’economia locale.
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Alan Farm: Dove la Robotica incontra la Tradizione dell’Agro Pontino
Nel panorama agricolo italiano, esistono realtà che riescono a trasformare il territorio in un laboratorio di futuro senza recidere il cordone ombelicale con la propria storia. Alan Farm, situata a Pontinia (Latina), lungo la storica Migliara 51 Sinistra, è esattamente questo: un’azienda agricola a conduzione familiare che oggi rappresenta uno dei modelli più avanzati di agricoltura 4.0 e filiera corta a livello nazionale.
Una Storia di Famiglia e di Bonifica
Le radici di Alan Farm affondano nell’epopea dei coloni veneti che, negli anni ’30, bonificarono le paludi pontine. La famiglia Andriollo, guidata dal patriarca Nino insieme ai figli Marco e Luca figlio del fratello Silvio, ha saputo evolvere l’eredità dei padri. Partiti come allevatori conferitori di latte, hanno avuto la lungimiranza di trasformarsi in trasformatori e distributori diretti, chiudendo il cerchio della produzione.
La Rivoluzione 4.0: Il Benessere Animale gestito dai Robot
Il vero cuore tecnologico di Alan Farm è la stalla. Qui, la tecnologia non è un freddo sostituto dell’uomo, ma uno strumento al servizio del benessere animale. L’azienda è stata tra le prime in Italia ad adottare soluzioni di mungitura robotizzata di altissimo livello (sistemi Lely).
Mungitura Volontaria: Le vacche di razza Frisona non vengono forzate ai ritmi dell’uomo. Entrano nei robot di mungitura autonomamente, quando ne sentono il bisogno, seguendo il proprio bioritmo.
Monitoraggio in tempo reale: Ogni animale è dotato di sensori che monitorano la salute, la qualità del latte prodotto e persino la masticazione (ruminazione), permettendo interventi preventivi e riducendo drasticamente l’uso di farmaci.
Igiene Automata: Robot spingiforaggio e pulitori automatici garantiscono che l’ambiente sia sempre salubre e l’alimentazione costante, eliminando lo stress per l’animale.
La Filiera Chiusa: Dal Campo al Punto Vendita
La forza competitiva di Alan Farm risiede nell’indipendenza produttiva. L’azienda gestisce circa 100 ettari di terreno dove coltiva direttamente il foraggio e i cereali necessari per nutrire il bestiame. Questo garantisce un controllo totale sulla qualità della materia prima: il latte.
Dal 2006, con l’apertura del caseificio aziendale, il latte non lascia più l’azienda se non sotto forma di prodotti finiti d’eccellenza:
I Freschi: Mozzarella di latte vaccino, ricotta soffice e yogurt artigianale.
Gli Stagionati: Caciotte e formaggi affinati che portano con sé i sapori dei pascoli pontini.
La Carne: Una linea di carni bovine selezionate, tracciate dalla nascita alla vendita.
Dal Km 0 al Mercato di Roma
Nonostante la sede operativa sia a Pontinia, Alan Farm è diventata un punto di riferimento per i consumatori romani. Grazie alla rete di Campagna Amica, l’azienda è presente stabilmente nel Farmer Market del Circo Massimo. Qui, il contatto diretto tra Nino Andriollo e il cliente finale elimina gli intermediari, garantendo prezzi equi per chi produce e freschezza assoluta per chi acquista.
L’Agriturismo: L’Esperienza
del Gusto
A completare il quadro è l’agriturismo aziendale, inaugurato nel 2011. È qui che la filosofia della famiglia Andriollo si fa conviviale: gli ospiti possono degustare i prodotti della fattoria esattamente nel luogo in cui vengono creati, chiudendo idealmente quel percorso che parte dalla terra e arriva al cuore della tavola italiana.
In Breve: Perché Alan Farm è un Modello?
Sostenibilità: Riduzione degli sprechi e gestione ottimale delle risorse.
Innovazione: Uso della robotica per migliorare la vita degli animali e degli operatori.
Autenticità: Gestione familiare che preserva la cultura dei coloni veneti a Pontinia.
Scheda Tecnica Prodotti: Caseificio Alan Farm
1. Linea Formaggi a Pasta Filata
Questa linea rappresenta l’incontro tra la tradizione casearia del Centro Italia e la purezza del latte vaccino (Frisona) di alta qualità munto dai robot Lely.
Mozzarella di Latte Vaccino (Fior di Latte):
Caratteristiche: Pasta bianca elastica, superficie lucida e liscia. Al taglio rilascia un siero lattiginoso profumato.
Lavorazione: Fermentazione naturale, filatura manuale o meccanica a seconda del formato.
Consumo ideale: Freschissima, entro 24-48 ore dalla produzione.
Scamorza (Bianca o Affumicata):
Caratteristiche: Forma a pera con testina. La versione affumicata viene trattata con fumo naturale di paglia o legno di faggio.
Nota tecnica: Pasta più compatta rispetto alla mozzarella, ideale per la cottura alla piastra.
2. I Freschi e i Cremosi
Prodotti nati per esaltare la dolcezza del latte appena munto, privi di conservanti.
Ricotta di Vacca:
Caratteristiche: Ottenuta dal siero residuo della lavorazione dei formaggi. Estremamente soffice, granulometria fine, sapore spiccatamente dolce.
Utilizzo: Pasticceria (ottima per crostate di visciole, tipiche della zona) o consumo a crudo.
Primo Sale:
Caratteristiche: Formaggio fresco non stagionato, leggermente salato in salamoia.
Varianti: Spesso proposto arricchito con peperoncino, rucola o noci per esaltarne la freschezza estiva.
3. Linea Stagionati e Semi-Stagionati
Qui emerge l’eredità veneta della famiglia Andriollo, con tecniche che richiamano i formaggi del Nord, adattate al clima dell’Agro Pontino.
Caciotta “Alan Farm”:
Stagionatura: Dai 20 ai 60 giorni.
Profilo sensoriale: Crosta sottile, pasta semicotta di colore paglierino chiaro. Sapore equilibrato, burroso, con note di erbe di campo.
Formaggio in Crosta (Varianti):
Affidamento: L’azienda sperimenta affinamenti particolari, come il trattamento in crosta con olio extravergine d’oliva locale o vinacce, che conferiscono aromi complessi e persistenti.
4. La Specialità: Yogurt e Latte Fresco
Yogurt Artigianale:
Tecnica: Prodotto per fermentazione lenta del latte intero. Disponibile naturale o con preparazioni di frutta selezionata.
Plus: Assenza di addensanti chimici; la consistenza è data esclusivamente dalla qualità delle proteine del latte aziendale.
Latte Nobile Alimentare:
Venduto crudo (previa bollitura) o pastorizzato, mantiene l’integrità dei grassi e delle vitamine grazie alla filiera cortissima (distanza stalla-punto vendita: 0 metri).
🔍 Parametri di Qualità Aziendale
Materia Prima: 100% Latte di propria produzione (Zero chilometri).
Alimentazione Bovini: Foraggi e cereali coltivati sui terreni aziendali a Pontinia.
Tracciabilità: Ogni lotto di produzione è riconducibile alla data di mungitura e al gruppo di bovine monitorate digitalmente.
Certificazioni: Prodotti inseriti nel circuito Campagna Amica (Coldiretti), che garantisce l’origine agricola italiana e la vendita diretta dal produttore.
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La Bisteccheria Alan Farm: L’Eccellenza della Carne a “Metri Zero” nell’Agro Pontino
A Pontinia, lungo la Strada Migliara 51 Sinistra, sorge un luogo che è diventato meta di pellegrinaggio per gli amanti della carne di qualità: la Bisteccheria Alan Farm. Non si tratta di un semplice ristorante, ma del capitolo finale di una filiera chiusa che la famiglia Andriollo cura con dedizione maniacale da generazioni.
Il Concetto: Dalla Stalla alla Brace
La particolarità che rende unica la Bisteccheria Alan Farm è la provenienza della materia prima. A differenza di molti ristoranti che si riforniscono da distributori esterni, qui la carne proviene esclusivamente dagli allevamenti aziendali situati a pochi metri dalla sala da pranzo.Nino Andriollo e i suoi figli hanno applicato alla produzione di carne la stessa filosofia della zootecnia da latte: benessere animale e alimentazione controllata. I bovini crescono alimentandosi con i foraggi coltivati nei terreni aziendali, garantendo una carne che non è solo tenera, ma ricca di nutrienti e priva di stress da trasporto.
L’Esperienza Culinaria: I Tagli e la Cottura
Entrare nella Bisteccheria significa immergersi in un’atmosfera autentica, dove il profumo della brace accoglie l’ospite. Il menu è una celebrazione della razza bovina allevata in loco (principalmente Frisona, nota per la sua marezzatura se sapientemente allevata):
Le Frollature: Uno dei segreti della Bisteccheria è la frollatura. La carne viene lasciata maturare in celle a temperatura e umidità controllate per il tempo necessario a rompere le fibre e concentrare i sapori.
La Fiorentina e la Costata: Sono le regine della tavola. Tagliate alte, vengono cotte rigorosamente alla brace, con una crosta esterna saporita (reazione di Maillard) e un cuore succoso e rosato.
Gli Hamburger Gourmet: Per chi cerca un pasto più informale, la Bisteccheria offre hamburger preparati con tagli pregiati, macinati freschi e accompagnati dai formaggi del caseificio aziendale.
Non Solo Carne: Il Tagliere Alan Farm
Prima di arrivare alla brace, l’esperienza inizia quasi sempre con il Tagliere della Casa. È qui che la Bisteccheria dialoga con il caseificio di famiglia: mozzarelle freschissime, caciotte affinate e salumi artigianali creano un antipasto che racconta l’intera biodiversità dell’azienda agricola.
Un Ambiente tra Tradizione e Modernità
L’arredamento della Bisteccheria rispecchia l’anima della famiglia Andriollo: solido, accogliente e senza fronzoli. È il luogo ideale per chi vuole riscoprire il sapore vero della terra pontina, in un contesto dove la
trasparenza è totale. I clienti possono letteralmente vedere i campi dove è cresciuto il foraggio e le stalle dove gli animali vivono secondo i più alti standard di benessere.
Perché Sceglierla?
In un’epoca di carne sintetica o d’importazione selvaggia, la Bisteccheria Alan Farm rappresenta una resistenza culturale. Mangiare qui significa sostenere un’economia circolare che valorizza il territorio di Pontinia, riduce l’impatto ambientale legato ai trasporti e garantisce una sicurezza alimentare che solo il controllo diretto del produttore può offrire.
Informazioni Utili:
Località: Strada Migliara 51 Sinistra, 167, Pontinia (LT).
Specialità: Tagliate alla brace, Fiorentine frollate, Taglieri di formaggi aziendali.
Consiglio: La prenotazione è caldamente consigliata, specialmente nel fine settimana, data la grande affluenza di estimatori da tutta la provincia di Latina e da Roma.
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