Il calcio italiano è andato in crisi a Zenica, ora inizia la lotta per il controllo.
Secondo il comunicato della FIGC sulle dimissioni di Gabriele Gravina,
la federazione ha annunciato il 2 aprile che il presidente si era dimesso e che erano state indette elezioni straordinarie per la scelta della nuova dirigenza, previste per il 22 giugno. Secondo un comunicato separato della FIGC sulle dimissioni di Gianluigi Buffon,
quest’ultimo ha lasciato il suo ruolo di capo delegazione della nazionale lo stesso giorno, dopo aver presentato le dimissioni al presidente della federazione. Il giorno successivo, la FIGC ha dichiarato nel suo comunicato su Gennaro Gattuso che il suo contratto come allenatore della nazionale era stato rescisso di comune accordo, il che significa che l’affermazione centrale del post di Fabrizio Romano è corretta nei punti chiave. La sconfitta contro la Bosnia ed Erzegovina ha innescato il crollo. Secondo quanto riportato da Andrew Dampf per l’Associated Press, il disastro è iniziato in campo nella finale dei playoff contro la Bosnia ed Erzegovina, dove l’Italia è passata in vantaggio con Moise Kean, ma è stata poi colpita dall’espulsione di Alessandro Bastoni, dal pareggio in extremis della Bosnia e dalla sconfitta per 4-1 ai rigori. La sconfitta significa che l’Italia ha mancato la qualificazione a tre Mondiali consecutivi, dopo aver già fallito le qualificazioni per le edizioni del 2018 e del 2022. L’Associated Press ha anche sottolineato che nessuno degli attuali giocatori della nazionale italiana ha esperienza ai Mondiali, il che la dice lunga sulla durata e la profondità della crisi.
La pressione si stava accumulando ben prima delle ultime partenze.
Secondo Nick Ames del Guardian, le partenze non sono arrivateall’improvviso. Gattuso ha assunto l’incarico nell’estate del 2025 dopo l’addio di Luciano Spalletti, in un momento in cui la qualificazione era già andata a rotoli, e sebbene sia riuscito a stabilizzare la squadra per un certo periodo, l’Italia non è mai riuscita a riparare i danni subiti all’inizio della campagna. Dopo l’ultimo crollo, la pressione politica e sportiva è aumentata rapidamente e, secondo quanto riportato dall’ANSA sulla reazione di Andrea Abodi, il ministro dello sport ha affermato senza mezzi termini che il calcio italiano ha bisogno di essere ricostruito e che il processo dovrebbe iniziare con un rinnovo della leadership della FIGC.
La crisi va ben oltre la panchina della nazionale
Secondo quanto riportato dal Guardian sull’avvertimento della UEFA all’Italia, i problemi non si limitano alla scelta del nuovo allenatore. Il quotidiano ha riportato che il presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, ha anche avvertito che l’Italia potrebbe rischiare di perdere la sua quota di assegnazione di Euro 2032 se le infrastrutture degli stadi non verranno migliorate abbastanza rapidamente. Lo stesso rapporto affermava che, tra gli impianti italiani candidati, solo l’Allianz Stadium della Juventus soddisfa attualmente i requisiti e che i lavori per la costruzione di nuovi stadi o per l’ammodernamento di quelli esistenti devono iniziare entro marzo 2027. Questo rende l’attuale crisi della FIGC ben più grave di un semplice cambio di allenatore, perché riguarda anche la leadership, gli investimenti e la credibilità complessiva del calcio italiano.
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