Ci sono quattro elementi nuovi anche rispetto all’inchiesta che portò ai 16 anni definitivi per Stasi

La ricostruzione del delitto
Il movente, una nuova dinamica dell’aggressione a più fasi e con Chiara Poggi che si sarebbe difesa, i colpi inferti anche sulle scale della cantina e che sarebbero stati almeno 12. Prima non erano mai stati quantificati. In relazione alle fasi dell’aggressione, sulla base anche delle nuove analisi medico legali di Cristina Cattaneo e della cosiddetta «Bpa» sulla ricostruzione delle macchie di sangue, i pm parlano di una «iniziale colluttazione» a cui sarebbero seguiti colpi «reiterati» con un «corpo contundente» (anche in questa nuova indagine l’arma non è stata individuata) che avrebbero fatto cadere Chiara Poggi «a terra».
Poi, l’allora 19enne l’avrebbe trascinata «verso la porta di accesso alla cantina» e là la 26enne avrebbe provato «a reagire mettendosi carponi». A quel punto, Sempio, secondo i pm, l’avrebbe colpita «nuovamente» per almeno 3-4 volte, «facendole perdere i sensi».
Chiara Poggi colpita alla testa
E ancora avrebbe spinto «il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina», dove, «nonostante lei fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi» soprattutto alla testa. In totale, le avrebbe causato «almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto».
Nell’imputazione per Stasi si parlava, invece, di «reiterati colpi inferti», senza un numero preciso, e in relazione alla dinamica del delitto Chiara non si era difesa. In più, non c’era una fase di ulteriore aggressione sulle scale della cantina, in fondo alle quali Stasi aveva gettato il corpo, stando al verdetto definitivo. E non era stato accertato con certezza un movente. Il movente, invece, è contenuto nell’aggravante dei motivi abietti contestata dai pm a Sempio, ossia l’odio verso la studentessa per essere stato respinto dopo un «approccio sessuale».
Il movente dell’uccisione di Chiara Poggi
Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi «per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». È questa la ricostruzione della procura di Pavia e dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano che nelle scorse ore hanno notificato a Sempio un invito a comparire, modificando il capo di imputazione da omicidio in concorso a omicidio volontario. Tra le aggravanti contestate anche quella della crudeltà per «l’efferatezza dell’azione», il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, «di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto».
Andrea Sempio, le prove della Procura e l’alibi caduto. I pm: «Ha seviziato e ucciso Chiara Poggi». L’indagato: rischio l’ergastolo
Inizialmente era stato indagato per omicidio in concorso, adesso l’accusa è cambiata. Alberto Stasi, secondo i pm, è innocente ed estraneo all’omicidio

«Rischio l’ergastolo». L’ha evocata più volte la pena Andrea Sempio, da un anno a questa parte finito nel frullatore del caso di Garlasco. È la seconda volta che viene indagato, ma in questo caso la possibilità che venga rinviato a processo sembra molto alta. Le accuse della procura di Pavia nei suoi confronti sono gravissime: secondo i pm «ha ucciso Chiara Poggi e lo ha fatto non risparmiandole sofferenze aggiuntive, inutili e gratuite. L’ha colpita più volte al capo e al volto per una motivazione banale o priva di rilevanza».
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