La frustrazione dell’opinione pubblica nei confronti del presidente statunitense Donald Trump è in aumento
di Jens Asbjørn Bøgen
Iran and inflation send Donald Trump’s approval rating plummeting to a second-term low
La frustrazione dell’opinione pubblica nei confronti del presidente statunitense Donald Trump è in aumento, come dimostrano i nuovi sondaggi che segnalano un indebolimento del sostegno al presidente.
Secondo un sondaggio di NBC News Decision Desk, realizzato con SurveyMonkey, il 37% degli adulti approva l’operato di Trump, mentre il 63% lo disapprova.
Il sondaggio è stato condotto dal 30 marzo al 13 aprile e ha coinvolto oltre 32.400 partecipanti.
La metà degli intervistati ha dichiarato di disapprovare fortemente, registrando il punteggio più basso del secondo mandato di Trump in questa serie di sondaggi.
Il sondaggio ha inoltre rilevato un diffuso pessimismo sulla traiettoria del Paese. Solo un terzo degli americani ritiene che la nazione sia sulla strada giusta, mentre due terzi affermano che stia andando nella direzione sbagliata.
Uno studio avverte che l’uso dell’intelligenza artificiale potrebbe creare un effetto “rana bollita” sul cervello, con conseguenze a lungo termine.
Il sostegno ai repubblicani rimane forte, ma si è leggermente indebolito. Il sostegno tra i Repubblicani si attesta all’83%, in calo di quattro punti percentuali rispetto all’inizio dell’anno.
Aumento dell’inflazione a marzo
Secondo Trading Economics, l’inflazione annua negli Stati Uniti è balzata dal 2,4% di gennaio e febbraio al 3,3% di marzo.
Si tratta del livello di inflazione annua più alto negli Stati Uniti da maggio 2024.
Diversi fattori influenzano il tasso di inflazione, ma le interruzioni del commercio globale di petrolio dovute alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran hanno giocato un ruolo significativo in questo andamento.
La tregua scade tra un paio di giorni: l’Iran afferma che “attualmente non ci sono piani per partecipare” al prossimo round di colloqui di pace
Il commercio globale di petrolio ha subito gravi danni dallo scoppio della guerra alla fine di febbraio, a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran dopo l’attacco israeliano-americano. In circostanze normali, circa il 20% del commercio mondiale di petrolio greggio transita attraverso questo stretto braccio di mare; ciò significa che le forniture sono state interrotte e i prezzi globali del petrolio sono schizzati alle stelle.
Secondo il sondaggio della NBC, anche la guerra con l’Iran è una delle principali fonti di malcontento tra l’opinione pubblica statunitense.
![atitle[16714]](https://ilcittadinoitaliano.com/wp-content/uploads/2021/07/atitle16714.gif)


















