EDITORIALE
Da luogo delle mille occasioni a incubo: dall’America arrivano solo segnali allarmanti per l’Europa in base alla ‘dottrina Trump’

ROMA – Certo, bisogna sempre distinguere. Da una parte il popolo che appoggia il Presidente Trump e la sua voglia di dominio mondiale, un muro che comincia a mostrare delle crepe; dall’altra, l’America democratica che spera, grazie anche a recenti successi elettorali in realtà difficili, di scardinare a breve la tenaglia che schiaccia tutte le norme che hanno garantito finora una civile convivenza dentro e fuori gli Stati Uniti. Tempi difficili, drammatici, soprattutto per noi europei. Una generazione, anche la mia a suo tempo e finora, che ha sempre guardato all’America come il luogo delle mille occasioni, un bellissimo posto dove poter vivere. Oggi Il sogno è diventato un incubo. Tutti i messaggi che arrivano dal Comandante in capo sono rivolti contro noi europei. Ci accusa di essere dei flaccidi, gente senza coraggio, dei parassiti che vivono ‘sfruttando’ le ricchezze della sua America. Trump non nasconde il suo pensiero, parla chiaro, e ogni volta dice che ce la farà pagare cara. E non in senso lato, no, lui pensa proprio ai dollari. A tanti soldi che dobbiamo scucire, a lui e a quelli che stanno con lui, se vogliamo attenzione, sicurezza e godere dei magnifici frutti che ci venderanno.
Di recente la dottrina Trump, firmata sempre col solito pennarellone nero che ingigantisce ego e firma, con il titolo National security strategy, in 29 pagine precisa il campo d’azione americano nei prossimi anni. I termini delle alleanze, si precisa, “e le condizioni in base alle quali forniamo qualsiasi tipo di aiuto devono essere subordinati alla riduzione dell’influenza esterna avversaria, dal controllo di installazioni militari, porti e infrastrutture chiave, all’acquisto di asset strategici”. Pagare, pagare caro. E per l’Europa sono segnali allarmanti, perché noi tutti qui non abbiamo strumenti e risorse per fronteggiare un mondo sempre più attivo e governato da simil Trump. Per il Presidente americano e la sua corte, l’Europa deve abbandonare “la sua fallimentare attenzione all’oppressione burocratica“. Sembra una cosa bella? Non lo è, perché tradotto significa che dobbiamo diventare terreno di conquista semplice, dobbiamo arrenderci all’invasione dei prodotti confezionati dal giro dei commercianti che oggi sponsorizza la Casa Bianca. Nel documento, in sostanza, c’è un via libera a tutti quanti sostengono e rappresentano le moderne autocrazie incentrate sul nazionalismo sfrenato e l’odio per gli immigrati. E quelli che pensano che tanto fra poco, quando ci saranno le elezioni di medio termine, Trump e i suoi saranno ridimensionati, secondo me commettono un grande errore. Non è più il Trump del primo giro, quando il sistema di pesi e contrappesi lo ha in qualche modo fregato e bloccato. Ha fatto esperienza e insieme all’odio per gli avversari ha messo in cantiere anche le sue contromisure. E la sua voglia non solo di vincere ma di stravincere e schiacciare i suoi nemici finirà per intensificare i suoi istinti autoritari. Vedrete, man mano che il voto si avvicinerà lui aumenterà la pressione nelle città più progressiste, manderà la Guardia Nazionale, con la speranza che le eventuali sommosse e violenze alla fine portino il ‘popolino’ a rifugiarsi dal paparino, come qualcuno dei suoi amici europei lo ha definito (senza provare un minimo di vergogna). Aumenteranno le retate dei suoi squadristi anti immigrati, Dipartimento di Giustizia e Fbi saranno indirizzati a colpire gli avversari, si intensificherà la campagna per mettere il bavaglio alla stampa libera, per sostituire il pensiero critico delle Università con la dottrina Maga. Chiamerà a raccolta tutti suoi sodali e gli farà sganciare fior di miliardi (pena la messa al bando per futuri affari) per inondare di soldi gli elettori, convincerli che con lui l’America torna ricca alla faccia di tutti gli altri. Tocca a noi europei pensare a come uscire da questo incubo, come poter ritrovare la strada per far vincere il mutuo riconoscimento, la pari dignità. E nell’ora più buia che nascono e si affermano i nuovi leader. Ci siamo già passati, si può vincere ancora una volta.
Fonte – Agenzia DIRE
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