Ucraina: Mosca testa nuovo missile intercontinentale.

by | Apr 20, 2022 | Breaking News, Guerra, PRIMOPIANO, World | 0 comments

Guerra in Ucraina


A Mariupol grande parata militare russa il 9 maggio. Bus umanitari si fermeranno vicino l’acciaieria

Mosca: ‘i negoziati continuano ma Kiev sia realista’. L’Ue lavora a nuove sanzioni, ‘il petrolio ci sarà’. Gli Usa: i russi non stanno avanzando nel Donbass

La Russia ha detto oggi di aver testato con successo un nuovo missile balistico intercontinentale, il Sarmat, capace, secondo il ministero della Difesa, di “penetrare ogni sistema di difesa missilistica esistente o futura”.

epa09898746 Relatives, friends and comrades attend the funeral ceremony for Volodymyr Karas, who died during the fighting for the Ukrainian capital, on the Independence square in Kyiv, Ukraine, 20 April 2022 amid the Russian invasion. Russian troops entered Ukraine on 24 February resulting in fighting and destruction in the country and triggering a series of severe economic sanctions on Russia by Western countries. EPA/SERGEY DOLZHENKO

Il presidente Vladimir Putin ha affermato che il nuovo missile darà garanzie di sicurezza alla Russia “contro le attuali minacce” e “farà riflettere coloro che stanno minacciando la Russia”.

Il lancio è stato effettuato dalla base di Plesetsk, 800 chilometri a nord di Mosca, e il missile ha sorvolato gran parte dello sterminato territorio russo per colpire il poligono di Kura, nella regione della Kamchatka, nell’Estremo Oriente. Putin, nel congratularsi con le forze armate, ha affermato che “quest’arma non avrà pari al mondo per lungo tempo”, secondo quanto riferisce la Tass.

Le forze russe organizzeranno a Mariupol una grande parata militare il 9 maggio, giorno in cui Mosca celebra l’anniversario della vittoria contro i nazisti nella Seconda guerra mondiale. Lo ha annunciato la vicesindaca nominata dai russi, Viktoria Kalachova, citata dalla Tass. “Avverrà senza alcun dubbio. La popolazione di Mariupol aspetta questo evento”, ha detto ai giornalisti, parlando della parata del “Reggimento Immortale”, come viene definita dai russi.

Gli autobus in partenza da Mariupol nell’ambito del corridoio umanitario verso Zaporizhizhia concordato oggi si fermeranno anche vicino all’acciaieria Azovstal, dove hanno trovato rifugio soldati e civili ucraini: lo ha detto il sindaco della città portuale assediata, Vadim Boychenko, precisando che il corridoio è aperto dalle 14:00 ora locale (le 13:00 in Italia). Lo riporta la Bbc. Il sindaco ha precisato che gli autobus partiranno da via Taganrogskaya e si fermeranno sia vicino al grande impianto siderurgico, sia sulla Boulevard Shevchenko. In precedenza Boychenko aveva detto che sono stati messi a disposizione 90 autobus per l’operazione odierna. “Durante questi giorni lunghi e incredibilmente difficili, siete sopravvissuti in condizioni disumane”, ha commentato il sindaco riferendosi ai cittadini, ricordando che la popolazione ha trascorso questi giorni “nel vuoto informativo, senza accesso ad alcuna informazione”.

Intanto è scaduto alle 13 (ora italiana) l’ultimatum russo per le forze ucraine che stanno resistendo a Mariupol ma non ci sono segnali di resa da parte dei soldati di Kiev. Anche se la città portuale assediata è circondata dalle forze russe, non è ancora caduta.

“Un grande amico dell’Ucraina, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, è venuto oggi a Kiev. Sono state discusse le sanzioni contro la Russia, la difesa e il sostegno finanziario del nostro Stato e le risposte al questionario sul rispetto dei criteri Ue (per l’ingresso nell’Unione, ndr). Grazie per l’incontro significativo e per la solidarietà al popolo ucraino”. Lo ha scritto su Twitter il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

La Commissione Ue “sta lavorando al sesto pacchetto di sanzioni e il petrolio sicuramente ci sarà. Sappiamo che l’impatto sarebbe enorme sulla Russia, che è il secondo esportatore di petrolio dopo l’Arabia Saudita al mondo e la metà del suo export va nel mercato premium dell’Ue per un totale che nel 2020 è stata di circa 45 miliardi di euro “. Lo ha spiegato Ivo Schmidt, della Dg Ener (direzione Energia, ndr) della Commissione, intervenendo a nome dell’esecutivo di Bruxelles alla commissione Affari Esteri del Europarlamento. “Naturalmente teniamo conto delle specificità degli Stati per evitare impatti sproporzionati”, ha aggiunto.

La Russia non crede più nei negoziatori ucraini. Lo ha detto la portavoce del Ministero degli esteri russo Maria Zakharova a Russia-24 Tv, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. “Ora non è più una questione di ‘fidati e verifica’, ora è semplicemente ‘verifica’ perché non c’è più alcuna fiducia in queste persone per un po'”, ha detto, commentando il processo di negoziazione in corso tra Russia e Ucraina.

Non c’è stata per ora nessuna “conquista significativa” da parte delle forze russe nella loro nuova offensiva nel Donbass. E’ la valutazione della Difesa americana secondo quanto riferito da due alti funzionari alla Cnn. Gli Stati Uniti hanno osservato alcuni nuovi attacchi da parte di Mosca, che sembrano più che altro dei test per sondare la tenuta delle forze ucraine, ha spiegato uno dei funzionari. Tuttavia, le linee del fronte rimangono ferme, senza nessun avanzamento da parte della Russia.

Il discorso del cancelliere tedesco Olaf Scholz sull’Ucraina è stato accolto con “grande delusione e amarezza” a Kiev. Lo ha detto alla Dpa l’ambasciatore ucraino in Germania, Andrij Melnyk. L’Ucraina ha accolto con favore la volontà della Germania di fornire a Kiev ulteriori finanziamenti per gli armamenti, ma non le dichiarazioni di Scholz secondo cui le capacità di export delle forze armate tedesche sono esaurite.

 

Dall’acciaieria Azovstal di Mariupol arriva il disperato appello degli ultimi difensori della città ucraina assediata dalle forze russe. “Il nemico è dieci volte più numeroso di noi, queste potrebbero essere le nostre ultime ore di vita”, dice un ufficiale dei militari di Kiev chiedendo alla comunità internazionale di “estrarli” da lì. “Facciamo appello a tutti i leader mondiali e li preghiamo di aiutarci. Chiediamo loro di utilizzare la procedura di estrazione e portarci nel territorio di un Paese terzo”, scrive su Facebook il comandante Serguiy Volyna della 36ma brigata della marina nazionale ucraina. L’esercito russo ha “il vantaggio nell’aria, nell’artiglieria, nelle forze di terra, nell’equipaggiamento e nei carri armati. Difendiamo solo un punto, la fabbrica Azovstal, dove oltre ai soldati ci sono anche i civili che sono diventati vittime di questa guerra”, prosegue il militare da Mariupol. Agli ultimi difensori della città portuale del sud dell’Ucraina la Russia ha dato un altro ultimatum, in scadenza oggi alle 13 ora italiana: li ha invitati a porre fine alla loro “insensata resistenza” promettendo che “la vita sarà salvata” a chi si arrenderà.

“L’unica spiegazione possibile di come i civili siano finiti nell’acciaieria di Azovstal è che sono stati portati lì dai nazionalisti ucraini per essere usati come scudi umani”, ha attaccato intanto il vice rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite, Dmitry Polyansky, durante la sessione del Consiglio di sicurezza Onu. La situazione a Mariupol rimane “brutale”, ha affermato da parte sua il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aggiungendo che le forze russe stanno bloccando anche i corridoi per le evacuazioni dalla città. “Gli occupanti – ha continuato Zelensky nel suo ultimo videomessaggio – stanno cercando di effettuare la deportazione dei residenti locali che sono caduti nelle loro mani. E il destino di decine di migliaia di residenti di Mariupol che sono stati trasferiti nel territorio controllato dalla Russia è sconosciuto”.

Un appello a garantire l’evacuazione dei civili è arrivato dalla Cina: tutte le parti in conflitto in Ucraina “dovrebbero rispettare rigorosamente il diritto umanitario internazionale e fare tutto il possibile per facilitare l’evacuazione e l’assistenza ai civili”, ha affermato il rappresentante cinese all’Onu, Zhang Jun.

Ma “l’uccisione mirata di civili è proprio il marchio di fabbrica dell’esercito russo”, secondo Zelensky. “E questo marchierà la Federazione Russa come la fonte del male. L’esercito di Mosca rimarrà per sempre descritto nella storia come il più barbaro e disumano del mondo”, ha detto il presidente ucraino. Il leader americano Joe Biden ha chiesto intanto agli alleati di proseguire con l’invio di armi all’Ucraina e con le sanzioni contro la Russia. Lui stesso da parte sua dovrebbe annunciare nei prossimi giorni un nuovo pacchetto da 800 milioni di dollari in aiuti militari per Kiev, secondo quanto anticipato dal New York Times. Dal Canada arriverà invece artiglieria pensate, ha assicurato il premier Justin Trudeau. Il suo Paese ha anche ampliato le sanzioni contro Mosca, colpendo la governatrice della banca centrale russa Elvira Nabiullina e le due figlie del presidente russo Vladimir Putin. Anche il premier Boris Johnson ha annunciato l’invio da parte del Regno Unito di altri armamenti a Kiev, tra cui i missili britannici Brimstone. Zelensky però ha sferzato di nuovo l’Occidente sulla questione armi: “Se avessimo ricevuto nella prima settimana di guerra ciò che stiamo ottenendo ora, avremmo già posto fine” a questo conflitto, ha affermato.

La Cina invita invece gli altri paesi ad astenersi dall’invio di armamenti in Ucraina: farlo infatti “non porterà alla pace” ma anzi “prolungherà e intensificherà il conflitto aggravando ulteriormente la catastrofe umanitaria”, ha detto il rappresentante cinese all’Onu, Zhang Jun, attaccando anche le sanzioni internazionali contro la Russia: “Il blocco di beni di altri stati mina la stabilità economica mondiale e colpisce la sovranità”, ha detto. Una buona notizia arriva intanto sul fronte della sicurezza nucleare. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha infatti reso noto che da ieri sera sono state ristabilite le comunicazioni dirette con la centrale di Chernobyl. Le forze russe avevano sequestrato il sito il 24 febbraio per cinque settimane, prima di ritirarsi il 31 marzo. Il 10 marzo l’Ucraina aveva informato l’Aiea di aver perso i contatti con l’impianto. L’autorità di regolamentazione aveva continuato a ricevere informazioni sulla situazione a Chornobyl attraverso la gestione esterna della centrale. “Questa chiaramente non era una situazione sostenibile ed è un’ottima notizia che ora si possa contattare direttamente il sito quando necessario”, ha affermato il direttore generale Rafael Grossi, annunciando anche di aver intenzione di dirigere una missione di esperti dell’Aiea nella centrale ucraina entro fine mese per condurre valutazioni di sicurezza nucleare e radiologica, fornire attrezzature vitali e riparare i sistemi di monitoraggio remoto di salvaguardia dell’impianto.