Un recente emendamento approvato alla Camera rende la rappresentanza degli italiani all’estero effimera, simbolica e del tutto ridicola

by | Jul 17, 2026 | EUROPA, italiani nel mondo, Italy, Opinioni, POLITICS, World

Se si puo’, a torto o a ragione, superare la logica del voto agli italiani all’estero?


di Nello Passaro

L’approvazione dell ‘emendamento approvato recentemente dalla Camera riduce
ulteriormente la rappresentanza degli italiani all’estero rendendole effimera, solo simbolica
agli effetti pratici, e del tutto ridicola. Con esso si coglie l’insofferenza di una parte della
politica italiana, e di gran parte degli italiani residenti in Italia, nei confronti del diritto di voto
riconosciuto agli italiani all’estero, ritenuto inopportuno per la sua ingerenza nella vita
pubblica della societa’ italiana.
Se si puo’, a torto o a ragione, superare la logica del voto agli italiani all’estero, non si puo’
tuttavia togliere agli italiani all’estero la possibilita’ di esprimere e rappresentare le loro
istanze, a chi , in Italia o all’estero, e’ detentore del diritto di cittadinanza.
Quindi agli italiani all’estero converrebbe , credo, rinunciare a questo effimero e inefficace
strumento ,cosi’ come si e’ manifestato di fatto nel tempo, ed affidarsi ad una
interlocuzione diretta con il Parlamento italiano, da espletare con modalita’ e procedure
diverse dalle attuali.
Potrebbe essere il Comites , costituendosi come Parlamento degli italiani all’estero, con voto
da parte degli italiani all’estero, l’organo deputato a questo ruolo ?
La rappresentanza numerica, cosi ‘come espressa dal voto , sara’ sempre minima e
sofferente, subordinata, com’e’, all’azione dei partiti nazionali.
Mentre l’istituzionalizzazione e il riconoscimento di un interlocutore parlamentare , che ne
determini la politica, costituitosi all ‘ estero, potrebbe o dovrebbe contribuire a rendere piu’
efficace e diretta la sua azione sia nei confronti degli italiani all’estero che del Parlamento
italiano.
Quindi un Parlamento degli italiani all’estero che si autoelegge senza il tramite di partiti
politici italiani , i quali , eliminando il voto, non avrebbero piu’ alcun interesse, sarebbe
l’unico responsabile della politica per gli italiani all’estero sia nei confronti dei loro elettori
che del Parlamento italiano.
Mentre i partiti italiani in Italia sono deputati alla gestione della politica per gli italiani in Italia
, altre istanze all’estero dovrebbero svolgere la stessa funzione nell’ ambito del loro
Parlamento.
Le questioni degli italiani all’estero hanno una loro peculiarita’ e vanno inquadrate e gestite
nell’osservanza ovviamente del dettato costituzionale che garantisce agli italiani,
indipendentemente dalla loro residenza, pari dignita’.
Per fare un esempio,si puo’ ripensare al trattamento fiscale della casa in Italia , considerata
attualmente ai fini fiscali , attraverso una forzata assimilazione, come seconda casa. Non e’
stata mai una seconda casa e mai lo sara’. E’ la casa degli italiani all’estero e basta , e
come tale dovrebbe essere fiscalmente riconosciuta.Non tutti, anzi non molti, sono
proprietari di una casa all’estero, mentre gli italiani si. Una seconda casa e’ tale se e’

accessibile, anche in termini di distanza , in modo ragionevole. Lo e’ per i concittadini in
Italia, ma non per quelli fuori dai confini nazionali.
Quindi, penso che agli italiani all’estero convenga, proprio ora, ripensare , superando lla
logica del voto presso il Parlamento italiano, ad un diverso modo di rapportarsi con gli italiani
residenti in Italia e il loro Parlamento .
Nello Passaro

Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.