Voto degli italiani all`estero: si parla solo di brogli

by | Dec 27, 2021 | Italy, Nello Passaro, POLITICS, PRIMOPIANO | 0 comments

Con l`avvicinarsi del voto, si torna a parlare di brogli

di Nello Passaro

Del voto all’estero si parla spesso solo ed esclusivamente per denunciarne gli eventuali brogli riscontrati nel suo esercizio o per gli eventuali giochi di palazzo cui esso puo’ prestarsi. Manca invece la consapevolezza della sua importanza e della sua efficacia persino tra gli aventi diritto, anche alla luce dei risultati conseguiti. Forse e’ appena il caso di fare qualche ulteriore considerazione al riguardo senza l’intento di voler tuttavia provocare alcuna irritazione di sorte.

Tra l’altro, anche se legittimo ,stante la normativa vigente,  l’esercizio del diritto di voto da parte dei cittadini italiani all’estero puo’ essere considerato sotto molti aspetti una vera e propria ingerenza nella vita della societa’ italiana soprattutto nel momento in cui ad esercitarlo sono coloro che da lunghi  decenni hanno perso qualsiasi legame con essa o abbiano acquisito la cittadinanza italiana sulla base di presupposti molto discutibili. Con il  voto essi vengono chiamati  a incidere o a decidere sulle sorti di chi vive  fuori da  un contesto in cui  non sono e non saranno   mai direttamente coinvolti,   sia nel presente che nel futuro. Una sana condotta civica o morale che si voglia,  che tenga conto di cio’,  imporrebbe coerentemente  di non esercitarlo.

Si tratta quindi, volendo, per molti di loro di un diritto scaduto e/o avariato  gia’ da lungo tempo ed in  scadenza per chi progressivamente ha posto e pone al centro della sua esistenza la residenza al di fuori dall’Italia.

Ancora piu’ anacronistico e anch’esso non credibile l’esercizio del voto da parte di chi non ha mai messo piede in Italia, non conosce la cultura e neanche  parla la lingua. Tra questi si annovera anche chi, senza pudore, si propone come rappresentante degli italiani all’estero.

Stranamente, la questione al riguardo pare che non si ponga. Gli interessi a mantenere questo stato di fatto soprattutto a livello politico, visto il persistere dell’ interesse di qualche partito nazionale ,  che tuttora si appresta ad aprire qualche  sezione  all’estero, e’ molto forte .

Ai cittadini italiani all’estero il voto puo’  sostanzialmente importare  molto poco, piu’ concretamente  interessati ad essere coinvolti diversamente e vedere rispettati eventuali  altri loro diritti.

A prescindere dall’espressione di voto, evitando di mettere in atto una macchina cosi’ pomposa e dispendiosa, che oltre a presentare delle incognite vede tuttavia una modesta adesione, si potrebbe diversamente raggiungere gli stessi risultati o forse addirittura migliori.

Sta di fatto che l’emigrazione italiana, forse anche  per incapacita’ della sua rappresentanza,  e’ tuttora   soggetta  agli umori del Parlamento italiano che non ha ancora dato dimostrazione effettiva   di volerne  valorizzare le  sue potenzialita’ limitandosi per  lo piu’ solo alla loro evidenziazione.

Se con questo diritto di voto l’emigrazione italiana abbia effettivamente conseguito dei  miglioramenti  o semplicemente modificato il suo rapporto con  l’Italia, e’ cosa questa tutta da dimostrare.

Sta di fatto che qualcosa si e’ fatto e tanto rimane da fare, ma tutto questo non dipende e non  dipendera’ da questo fattore visto anche  il rapporto di forza in Parlamento a livello di rappresentanza.

Gli italiani all’estero hanno bisogno di una rappresentanza , non mediata dai partiti politici nazionali,   effettiva,   qualificata e autentica, che possa    interloquire direttamente con il Parlamento italiano mediante   forme e  modalita’ istituzionalizzate che potrebbero o dovrebbero  non  necessariamente  passare  attraverso il voto.