Immigrazione – La storia della 22enne somala che ha evitato (per ora) il rimpatrio dalla Germania all’Italia rifugiandosi in una chiesa evangelica

by | Aug 18, 2026 | EUROPA, Italy, POLITICS, PRIMOPIANO, World


«Sono molto felice di essere al sicuro». Sono le parole di A. W., la ragazza somala di 22 anni


18 Agosto 2026 – 16:58 Ygnazia Cigna

22enne somala

La ragazza è in un rifugio ecclesiastico che ha annunciato di volerla proteggere almeno fino a quando Berlino non accoglierà la richiesta italiana di annullare il trasferimento. Parla la giovane: «Sono felice di essere al sicuro»

 

Google Preferred Site

 

«Sono molto felice di essere al sicuro». Sono le parole di A. W., la ragazza somala di 22 anni che la Germania avrebbe dovuto trasferire domani in Italia e che invece, nelle ultime ore, è stata accolta sotto la protezione di una chiesa evangelica di Norimberga. La ragazza è stata trasferita in un rifugio ecclesiastico dall’associazione «Matteo – Chiesa e asilo», che ha annunciato di volerla proteggere almeno fino a quando Berlino non accoglierà la richiesta italiana di annullare definitivamente il trasferimento. L’espulsione, al momento, non risulta formalmente revocata. Secondo Stefan Reichel, presidente dell’associazione che segue il caso, la polizia avrebbe dovuto presentarsi nella struttura di accoglienza tra le 4.30 e le 7.30 di domani mattina per prelevare la giovane, con i bagagli già pronti.

Chi è la ragazza somalaSomaliland: Making a success of 'independence' - BBC News

La storia della 22enne è diventata il simbolo dello scontro tra l’Italia e la Germania sui cosiddetti «dublinanti», ovvero i migranti che hanno chiesto asilo in un Paese europeo diverso da quello che, secondo le regole di Dublino, deve occuparsi della loro domanda. La ragazza era arrivata in Germania lo scorso 31 marzo, dopo un lungo viaggio attraverso diversi Paesi e dopo essere passata anche dall’Italia. Era partita da sola dalla Somalia per sfuggire a una situazione familiare che, secondo quanto ricostruito, la esponeva al rischio di essere costretta dal padre ad accettare un matrimonio combinato.

La domanda di asilo in GermaniaGeografia della Germania: confini, fiumi, montagne | MeteoWeb

La sua famiglia, però, si trovava già in Germania. La madre, un fratello e altri parenti avevano lasciato la Somalia prima del 2008, durante la guerra civile, e avevano trovato accoglienza nel Paese. Per la 22enne raggiungerli significava quindi anche poter ricominciare una vita insieme a loro, dopo la fuga dalla propria casa. Poco dopo essere arrivata in Germania, la giovane ha presentato una domanda di asilo il 14 aprile. È stato allora che le autorità tedesche hanno verificato il suo precedente passaggio nell’Unione europea. Il primo Paese di ingresso risultava essere l’Italia. Da qui l’applicazione delle regole di Dublino, secondo cui la responsabilità dell’esame della richiesta di protezione ricade sul Paese di primo ingresso.

L’asilo ecclesiastico

In Germania, invece, la giovane si trova attualmente in una struttura di accoglienza a Niederwerrn, in Baviera, dove vivono anche la madre, il fratello e tre sorelle. La famiglia si è integrata nella comunità, le sorelle frequentano la scuola superiore e il fratello segue una formazione nel settore informatico. Ora, però, sulla permanenza della giovane in Germania pesa la decisione di trasferirla in Italia. La lettera ricevuta il 25 giugno dal ministero dell’Interno tedesco le comunicava che il trasferimento sarebbe avvenuto domani 19 agosto e le chiedeva di essere pronta con i bagagli nelle prime ore del mattino. Una prospettiva che, secondo chi sta seguendo la giovane, le avrebbe provocato settimane di forte preoccupazione.

Per il momento, la protezione offerta dalla chiesa evangelica le consente di restare in Germania. L’associazione sostiene che il caso presenti i presupposti per il cosiddetto asilo ecclesiastico, una forma di protezione umanitaria praticata dalle comunità religiose tedesche sulla base di accordi con le autorità. «La giovane somala è una ragazza particolarmente provata», ha spiegato Reichel. «Ha già sofferto molto, è molto spaventata e corre il rischio di perdere i contatti con la sua famiglia».

La Svizzera come la Germania: rimanda in Italia i richiedenti asilo

Nel frattempo, dopo la Germania, anche la Svizzera riprende i trasferimenti verso l’Italia dei richiedenti asilo arrivati nel nostro Paese prima di proseguire il viaggio. Berna, pur non facendo parte dell’Ue, si adegua così alle nuove regole europee attraverso gli accordi di Schengen. I primi voli sono già stati prenotati e le riammissioni dovrebbero ripartire a fine agosto, inizialmente con pochi casi.

La sospensione durava da quasi quattro anni. Nel dicembre 2022 l’Italia aveva infatti bloccato le riammissioni. Ora, con l’entrata in vigore il 12 giugno del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, Roma ha nuovamente dato disponibilità ad accogliere i richiedenti asilo trasferiti dagli altri Paesi, ma con una condizione, ovvero che la procedura riguarda chi è arrivato in Italia dopo il 12 giugno. La Svizzera ha concordato con le autorità italiane una ripartenza graduale, per evitare  di sovraccaricare il sistema.

Fonte https://www.open.online

Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.