Kiev agli alleati Ue: “Sono alle vostre porte”. A bordo di un treno ‘sfiorato’ un diplomatico italiano: “I russi sapevano, il loro messaggio è ‘possiamo colpirvi'”

ROMA – Gli attacchi russi attivano la massima allerta al confine con la Polonia, dove un raid solo ieri, domenica 13 settembre, ha colpito una stazione di servizio a Yahodyn e la locomotiva di un treno passeggeri nella regione della Volinia, per fortuna senza provocare morti o feriti. Lo stesso presidente ucraino Zelensky ha messo in guardia gli alleati europei dalla minaccia sempre più vicina: “È proprio per impedire che questi attacchi si diffondano ulteriormente in Europa- scrive sui suoi canali social- che gli uomini e le donne ucraini combattono ogni giorno, danno la loro vita e non permettono all’aggressione di espandersi”. Perché “Il terrorismo russo è una minaccia comune per molti, ma può e deve essere sconfitto in Ucraina”, ha avvertito. “I russi sono alle vostre porte”, ha scritto in modo molto più diretto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. Gli attacchi hanno fatto scattare un’allerta aerea in diverse contee della regione polacca di Lublino e hanno spinto il premier polacco Donald Tusk a convocare una riunione d’emergenza.
NELL’ALLERTA SICUREZZA COINVOLTO UN TRENO CON DELEGATI UE
Ma a scuotere ancora di più gli animi europei, non è solo la vicinanza al confine di un paese Nato. C’è da contare anche una coincidenza ‘sfiorata’: il treno che ha preceduto quello colpito dai russi a due chilometri dal confine tra Polonia e Ucraina infatti ospitava alti consiglieri per la sicurezza di diversi Paesi europei – compreso l’italiano Fabrizio Saggio – in viaggio verso la Polonia. A bordo del treno speciale si trovavano i consiglieri di sicurezza di Italia, Regno Unito, Francia e Germania, oltre a personalità come l’ex premier britannico Boris Johnson e l’ex direttore della CIA David Petraeus, di ritorno da una conferenza a Kiev. Il convoglio con a bordo i delegati europei è stato fermato temporaneamente a causa delle allerte di sicurezza, ma non ci sono stati feriti.
IL DIPLOMATICO ITALIANO: “UN MESSAGGIO CHIARO, POTEVANO COLPIRCI”
A pericolo scampato, Fabrizio Saggio, il delegato italiano che era a bordo sul treno che ha preceduto quello colpito dai russi in Ucraina, ha espresso le sue preoccupazioni, riportate dal Corriere della Sera. “È chiaro- ha riferito al suo staff- che i russi sapevano esattamente chi stava dove, in quale treno e forse anche in quale vagone”. Saggio, consigliere diplomatico di Giorgia Meloni e da qualche tempo anche advisor per la sicurezza
nazionale, rientrato a Roma, era in viaggio con il suo numero due Pietro Sferra Carini, ha ammesso il suo turbamento per l’esperienza vissuta: “Se non ti fa paura, comunque ti invita a riflettere, fa un certo effetto”.
Su quel treno terribilmente vicino al raid viaggiavano politici, giornalisti, ex capi di governo, agenti dei servizi, scorte, tutti potenzialmente alla mercé di un drone russo. “Prima hanno fermato il treno per un allarme aereo – è il racconto fatto dal diplomatico- e siamo rimasti fermi vicino al confine, poi quando l’allarme è rientrato e siamo arrivati in territorio polacco hanno colpito il treno che ci seguiva”. Insomma, il messaggio inviato dai russi è stato chiaro: “Possiamo colpirvi”, ha riferito Fabrizio Saggio.
LA NATO ALZA I LIVELLI DI SORVEGLIANZA SUL FIANCO ORIENTALE
Per tutta risposta, già ieri, sul fianco orientale della Nato si sono alzati i livelli di sorveglianza con radar, caccia, aerei da ricognizione e sistemi di difesa aerea in allerta contro il rischio dell’avvicinarsi di droni nemici. La Polonia appare al momento tra i Paesi al confine con l’Ucraina più esposti.
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