MAECI, LA MACCHINA SBUROCRATIZZATA DEL FUTURO: OGGI SI ANNUNCIA, DOMANI SI ORGANIZZA, NEL 2029 SI PARTE

by | Sep 17, 2026 | EUROPA, italiani nel mondo, Italy, POLITICS, PRIMOPIANO, World

La Farnesina annuncia la sburocratizzazione dei servizi e il nuovo Servizio per la cittadinanza, ma il calendario racconta una maratona realizzativa decisamente più lunga. Nuovi uffici, 85 nuove unità di personale, formazione, risorse, organizzazione e passaggi istituzionali dovranno accompagnare una struttura la cui piena operatività per le domande dei maggiorenni residenti all’estero è fissata dalla legge al 1° gennaio 2029. Nel frattempo, tra annunci e preparativi, agli italiani all’estero resta il diritto di sapere se e quando la macchina sarà per davvero pronta.


Pier Francesco Corso

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La Farnesina ha annunciato la sburocratizzazione. Finalmente, verrebbe da dire. Poi si guarda il calendario e si scopre che la nuova macchina amministrativa ha deciso di prendersela con molta calma. Il 16 settembre 2026 il Consiglio dei ministri presenta il nuovo Servizio per la cittadinanza e il Codice delle relazioni internazionali. Il Codice, però, è ancora allo stadio dell’esame preliminare. Il nuovo Servizio, invece, ha già una data di arrivo: 1° gennaio 2029. Questo il “mini” cronoprogramma della tanto decantata “sburocratizzazione”. 2026: si annuncia. 2026: si organizzano gli uffici. 2026-2027: arrivano personale e formazione. 2027: si continua a finanziare e costruire la macchina. 2028: si prepara il decollo. 1° gennaio 2029: finalmente si dovrebbe partire. Una normale riforma amministrativa? Certamente può esserlo. Ma chiamarla semplicemente “sburocratizzazione” mentre per realizzarla occorrono nuovi uffici, nuove posizioni dirigenziali, nuove assunzioni, formazione, sistemi informatici, finanziamenti e anni di preparazione produce almeno un curioso effetto linguistico. Per ridurre la burocrazia bisogna prima organizzarne parecchia. La legge n. 11 del 2026 ha previsto due posizioni dirigenziali generali, cinque nuovi uffici dirigenziali non generali, trenta funzionari e cinquantacinque assistenti. Sono previste quindi 85 nuove immissioni nell’organico del MAECI, anche se funzionari e assistenti saranno individuati attraverso lo scorrimento di graduatorie di precedenti concorsi. Non è dunque personale già presente al Ministero semplicemente trasferito da una scrivania all’altra. È nuova forza lavoro destinata alla struttura.Cdm lampo, varata riorganizzazione della Farnesina. Tajani: "Avrà testa politica e testa economica" E anche la formazione ha il suo capitolo di spesa: 300 mila euro nel 2026 e 200 mila euro annui dal 2027. Perché evidentemente una nuova macchina, oltre al carburante, ha bisogno del libretto di istruzioni. Poi ci sono le risorse per personale, funzionamento, infrastrutture e sistemi informatici. Insomma, la riforma non arriva con una chiave da girare e un pulsante da premere. Ha bisogno di essere costruita pezzo per pezzo. E qui arriva il passaggio politicamente più delicato, che non richiede accuse ma soltanto attenzione. Il 2026 è l’anno dell’annuncio. Il 2029 è l’anno previsto per la piena operatività della nuova gestione centralizzata. In mezzo ci sono possibili elezioni, possibili cambi di maggioranza e, come sempre in una democrazia, la possibilità che il Governo che avvia una riforma non sia quello chiamato a raccoglierne i frutti. Ma la struttura amministrativa, una volta costituita, è destinata a restare. Per questo sarà interessante sapere chi verrà assunto, chi sarà nominato, quali criteri saranno applicati, quale formazione riceverà il nuovo personale e come saranno garantiti professionalità, trasparenza e autonomia amministrativa. Non perché ogni nuova assunzione debba essere sospettata di avere un colore politico, ma perché quando lo Stato costruisce una nuova struttura permanente è doveroso sapere come la costruisce. E soprattutto bisognerà verificare se la tanto annunciata sburocratizzazione riuscirà davvero a produrre ciò che promette: procedure più semplici, maggiore uniformità e risposte più rapide agli italiani residenti all’esteroLa Nuova Farnesina”, la riforma del MAECI ed liberi professionisti. - Apri International. Per ora il calendario è impietoso nella sua semplicità. 2026: annuncio. 2027: organizzazione. 2028: preparazione. 2029: operatività. Quasi tre anni per arrivare al fatidico “si parte”. Nel frattempo i comunicati possono correre molto più velocemente delle pratiche. Ma alla fine sarà il cittadino a fare il controllo qualità. Non serviranno conferenze, slogan o inaugurazioni: basterà una domanda presentata da un italiano all’estero e il tempo necessario per ottenere una risposta. È lì che si vedrà se la macchina nuova avrà davvero cambiato marcia. Perché una cosa è certa: la sburocratizzazione annunciata dal MAECI non sarà giudicata dal rumore prodotto alla partenza, ma dalla velocità con cui arriverà al traguardo. E, stando al cronoprogramma ufficiale, per vedere quel traguardo bisognerà aspettare il 2029. Sperando, naturalmente, che nel frattempo nessuno abbia perso il biglietto.

©ilcittadinoitaliano.com

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