Gli effetti odierni della recente riforma elettorale nazionale hanno certificato quello che le nostre comunità oltre confine denunciano da tempo: il progressivo e inesorabile disimpegno del Parlamento di Roma nei confronti di sei milioni di cittadini italiani nel mondo.
di Nello Passaro
Il drastico taglio dei seggi e il conseguente, riduttivo accorpamento dei collegi elettorali non sono semplici aggiustamenti tecnici, ma una restrizione progressiva della nostra rappresentanza democratica, ridotta ormai a una
labile testimonianza formale, schiacciata dalle logiche e dalle nomine delle segreterie politiche romane.
Arroccarsi nella difesa dello status quo non è più una strada percorribile, né basta più lamentarsi. Se vogliamo cautelarci da ulteriori e inevitabili ridimensionamenti futuri, dobbiamo avere il coraggio di attuare un cambiamento radicale di ingegneria istituzionale.
Una svolta che non è dettata solo dall`urgenza politica del momento, ma dalla necessità impellente di adeguarci alle reali esigenze e alla metamorfosi demografica delle nuove generazioni di italiani all`estero.
I dati ufficiali dell`anagrafe AIRE ci mettono di fronte a una realtà speculare che la politica romana ignora ciecamente: la maggioranza assoluta della nostra collettività globale è oggi nata all`estero. Solo il 30 % è nato in Italia. Siamo di fronte a una nuova identità demografica: cittadini nati oltreconfine, bilingui, perfettamente inseriti nelle società ospitanti, la cui italianità non è frutto di una memoria nostalgica, ma di
una scelta consapevole di appartenenza.
Questo rinnovamento istituzionale va visto a tutti gli effetti in termini di investimento, dato anche i benefici economici che ne derivano anche sui territori nazionali, per fortificare il legame di queste nuove generazioni a cui si offre la possibilita`di governare i loro bisogni in rapporto a questa appartenenza.
La soluzione che il sottoscritto, in qualità di coordinatore provvisorio del Comitato Promotore, propone al dibattito pubblico è l`istituzione del Parlamento degli Italiani all`Estero. Un organo di reale autogoverno e tutela legislativa esclusiva, eletto in via interamente digitale tramite SPID o CIE, strutturato a costo zero per l`erario statale attraverso il definitivo superamento dei vecchi seggi romani. Solo un Parlamento proprio, autonomo e focalizzato sulla governance dei consolati, sulla stabilizzazione dei corsi di lingua per i nostri figli e sul welfare per i più indigenti, può restituire dignità istituzionale a sei milioni di italiani.
Il progetto del Comitato Promotore costituisce una bozza tecnica aperta al
contributo di tutti, che verrà esaminata e approvata in via ufficiale e definitiva una volta completata la squadra dei fondatori. Invitiamo i connazionali e la stampa libera a prenderne visione e a sostenere questa battaglia di civiltà, inviando le adesioni al nucleo dei primi 10 membri storici a: comitato.promotore@web.de
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