Il nuovo romanzo di Antonio Borsa
…”Le viole, anche se sfiorite, possono ancora profumare. Basta avere il coraggio di continuare a respirare…”
Lo scrittore Antonio Borsa
Quando si chiude l’ultima pagina di Profumo di viole sfiorite (NonSoloParole Edizioni), resta un silenzio denso, di quelli che pesano sul petto e nello stesso tempo aprono una breccia di luce. Antonio Borsa non ha scritto solo un romanzo: ha inciso una ferita collettiva e, contemporaneamente, ha offerto una mano tesa a chi quella ferita la porta dentro.Il protagonista, Ryan, compie un gesto estremo. Si suicida. Si risveglia però in un luogo sospeso tra la vita e la morte: “La Valle”, un purgatorio buio, freddo, popolato da alberi spogli e illuminato soltanto da una luna gigantesca e spettrale. Qui incontra un Angelo donna, una guida severa e compassionevole al tempo stesso, che diventerà la sua Virgilio personale in questo viaggio di espiazione e riscatto.Attraverso le anime che Ryan incontra nella Valle, il lettore viene trascinato dentro le storie più dolorose della contemporaneità: ragazze uccise per “troppo amore”, esistenze spezzate dal peso di un silenzio diventato insopportabile. Borsa non racconta queste storie con pietismo o sensazionalismo. Le racconta con una crudezza chirurgica e una delicatezza disarmante, alternando pagine che stringono la gola a momenti di una speranza quasi insopportabile.Un atto d’accusa contro la violenza di genere.
Profumo di viole sfiorite è, prima di tutto, un romanzo contro il femminicidio. Non un libro che ne parla: un libro che lo combatte. Borsa smonta pezzo per pezzo la cultura possessiva, quel “se non è mia, non sarà di nessuno” che ancora oggi continua a uccidere. Attraverso le vicende di alcune anime femminili, il lettore vede con chiarezza disarmante come la violenza di genere non sia solo un fatto di botte o omicidi, ma un sistema culturale fatto di controllo, gelosia patologica, annullamento dell’altro.L’autore non si limita a denunciare: mostra le conseguenze. Mostra il dolore di chi resta, la devastazione di intere famiglie, la ferita che non si rimargina mai del tutto. E lo fa senza mai cadere nel giudizio moralistico. Lo fa con rabbia trattenuta e con una compassione profonda.Bullismo, disagio giovanile e salute mentaleParallelamente, il romanzo è un grido fortissimo contro il bullismo e il disagio giovanile. Borsa racconta come le umiliazioni quotidiane, le prese in giro, l’esclusione sociale possano scavare solchi profondissimi nell’anima di un ragazzo o di una ragazza, fino a far sembrare la morte l’unica via d’uscita possibile.In queste pagine non c’è retorica da spot motivazionale.
C’è la realtà nuda e cruda di chi, a scuola o sui social, viene distrutto giorno dopo giorno. E c’è la denuncia chiara: il bullismo non è “roba da ragazzi”, è violenza psicologica con conseguenze letali.
Antonio Borsa: da scrittore a manifesto 
Ciò che rende Profumo di viole sfiorite un’opera speciale non è solo la qualità letteraria, ma il fatto che Antonio Borsa sia diventato, negli ultimi anni, un vero e proprio manifesto contro la violenza di genere e a sostegno dei giovani.Non si limita a scrivere. Partecipa a incontri pubblici, dialoga con ragazzi e ragazze, collabora con associazioni come “Noi Giovani per Pollena Trocchia”. È presente dove serve: nelle piazze, nei teatri, nei centri di aggregazione. Parla di suicidio senza tabù, di femminicidio senza filtri, di salute mentale senza vergogna.La sua non è più solo letteratura. È azione civile. Borsa ha trasformato il proprio dolore e le proprie battaglie personali in uno strumento di sensibilizzazione e prevenzione. Ha scelto di non restare in silenzio, di non chiudersi nella torre d’avorio della scrittura. Ha scelto di sporcarsi le mani, di mettersi in gioco, di essere voce per chi voce non ce l’ha più.
Un libro necessario
Profumo di viole sfiorite non è un romanzo facile. Ferisce, commuove, fa arrabbiare, fa piangere. Ma soprattutto fa pensare. E, in alcuni casi, può salvare vite.Perché chi lo legge si sente capito. Chi lo legge capisce che non è solo. Che il dolore ha un senso, che la Valle non è la destinazione finale, che si può sempre scegliere di lottare, di rialzarsi, di chiedere aiuto.Antonio Borsa con questo libro ha fatto qualcosa di raro nell’Italia di oggi: ha unito letteratura di qualità e impegno civile concreto. Ha dimostrato che uno scrittore può essere molto più di un intrattenitore: può essere coscienza, denuncia, speranza.E mentre chiudi il libro, con la gola chiusa e gli occhi lucidi, ti resta addosso una sola certezza: le viole, anche se sfiorite, possono ancora profumare. Basta avere il coraggio di continuare a respirare
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Lo scrittore Antonio Borsa
