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“I nuovi dazi sono inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale”, ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando al World Economic Forum di Davos.
“Stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l’economia”, con “oltre 50 guerre anche se mi dicono che alcune sono risolte” e “un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie”.
“La Francia e l’Europa danno grande importanza alla sovranità e all’indipendenza” oltre che alle regole del diritto internazionale: “E’ per questo che abbiamo deciso il dispiegamento di nostre forze in Groenlandia”.
Gli europei sono rimasti soli a non difendere le proprie imprese: ma “nell’attuale situazione di mancanza di rispetto per le regole globali e per condizioni di parità, lo strumento anti-coercizione economica rappresenta uno strumento potente e l’Europa non dovrebbe esitare a usarlo”.
Bisogna “escludere di accettare passivamente la legge del più forte che porta alla vassallizzazione” e alla “politica del sangue” e accettare “una nuova legge coloniale non ha senso”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando al World Economic Forum di Davos.
“I nuovi dazi sono inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale”, ha spiegato Macron.
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L’INTERVENTO DI VON DER LEYEN
“Gli shock geopolitici possono e devono rappresentare un’opportunità per l’Europa. A mio avviso, il cambiamento sismico che stiamo attraversando è un’occasione, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Davos. “Questa esigenza non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo”, ha sottolineato, indicando che “oggi esiste un vero consenso su questo”.
“I dazi aggiuntivi proposti” dal presidente Donald Trump “sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data”: “l’Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, deve significare qualcosa”, ha detto von der Leyen, a Davos, evidenziando che la risposta europea sarà “ferma, unita e proporzionata”. “Consideriamo il popolo degli Usa non solo come nostri alleati, ma come amici. Trascinarci in una pericolosa spirale discendente finirebbe solo per aiutare gli stessi avversari che entrambi siamo impegnati a tenere fuori dal nostro orizzonte strategico”, ha sottolineato.
“Stiamo lavorando a un pacchetto di misure per la sicurezza dell’Artico. Il primo principio è piena solidarietà con la Groenlandia e la Danimarca: la sovranità e l’integrità del loro territorio non sono negoziabili”, ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a Davos, annunciando inoltre “un massiccio piano di investimenti europei in Groenlandia”. “Collaboreremo con gli Usa e con tutti i partner sulla sicurezza più ampia dell’Artico”, ha sottolineato. “Dovremmo destinare l’aumento della spesa per la difesa allo sviluppo di una capacità europea di rompighiaccio e altre attrezzature essenziali”, ha detto.
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La firma, sabato scorso in Paraguay, dell’accordo commerciale Ue-Mercosur “è stata una svolta dopo 25 anni di negoziati”, l’intesa “invia un messaggio potente al mondo: scegliamo il commercio equo al posto dei dazi, la partnership invece dell’isolamento, la sostenibilità anziché lo sfruttamento” e “dimostriamo di fare sul serio nel ridurre i rischi delle nostre economie e diversificare le catene di approvvigionamento”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a Davos. “Con questo accordo, l’Unione europea e l’America Latina hanno creato la più grande area di libero scambio del mondo: un mercato che vale oltre il 20% del Pil globale, che riunisce 31 Paesi e oltre 700 milioni di consumatori, in linea con l’accordo di Parigi”, ha ricordato von der Leyen. L’Ue, ha aggiunto, non intende fermarsi e lavora “a un nuovo accordo di libero scambio con l’Australia”. Sta inoltre “avanzando nei negoziati con Filippine, Thailandia, Malesia, Emirati
Arabi Uniti e altri ancora”
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“A breve presenteremo il 28esimo regime. L’obiettivo finale è creare una vera struttura societaria europea, che chiamiamo Eu Inc.: un insieme unico e semplice di regole, valido in tutta l’Unione, che consenta alle imprese di operare molto più facilmente tra gli Stati membri”. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, a Davos. “Gli imprenditori potranno registrare un’azienda in qualsiasi Paese Ue entro 48 ore, completamente online, e beneficeranno dello stesso regime dei capitali in tutta l’Unione. In prospettiva, abbiamo bisogno di un sistema in cui le imprese possano fare affari e raccogliere finanziamenti senza attriti in tutta Europa, con la stessa facilità dei mercati uniformi come Stati Uniti o Cina”, ha spiegato. “Se faremo le cose nel modo giusto – e abbastanza in fretta – questo non aiuterà solo le imprese europee a crescere, ma attrarrà investimenti da tutto il mondo”, ha aggiunto.
Stubb: ‘Gli ultimi colloqui sulla Groenlandia mi danno speranza’
Le ultime conversazioni avute sulla Groenlandia “mi danno speranza”: lo ha detto il presidente finlandese Alexander Stubb, considerato uno degli europei con cui Trump parla più volentieri, a margine del Forum economico mondiale. Poche ore dopo che Trump ha detto “non si può tornare indietro” in merito alla sua volontà di annettere l’isola del Regno di Danimarca, Stubb ha detto a Davos che occorre “trovare una via d’uscita” alla crisi sulla Groenlandia.
Fonti, Zelensky per oggi non è atteso a Davos
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “Non arriverà oggi” al Forum economico mondiale, dove la delegazione ucraina aveva pubblicizzato un discorso al pubblico di Davos alle 14,30. Lo riferiscono fonti diplomatiche secondo cui la decisione di non recarsi al Forum, dove è presente una folta delegazione statunitense con il presidente Usa Donald Trump oltre ai vertici della Nato e dell’Unione europea, sarebbe legata ai bombardamenti in corso in Ucraina.
La Cina pronta a una svolta per aprire l’economia
La Cina intende offrire un trattamento paritario alle imprese straniere rispetto a quelle nazionali, spingera’ verso i servizi la sua economia largamente sbilanciata sul manifatturiero e intende diventare un ‘gigante dei consumi’. Lo ha detto nel suo special address alla platea del Forum di Davos He Lifeng, considerato lo ‘zar economico’ della Cina e il principale negoziatore per il commercio estero.
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