Sono passati 16 anni dalla scomparsa, dal sequestro e dall’omicidio di Sarah Scazzi
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Sono passati 16 anni dalla scomparsa, dal sequestro e dall’omicidio di Sarah Scazzi. La storia della 15enne di Avetrana, in provincia di Taranto, sparita nel primo pomeriggio del 26 agosto 2010, ha scosso così profondamente la cronaca italiana da diventare, anni dopo, anche una serie tv: Qui non è Hollywood, disponibile su Disney+ dal 2024. Il 21 febbraio 2017 la Corte di Cassazione ha confermato l’ergastolo per la cugina Sabrina Misseri e per la zia Cosima Serrano per l’omicidio di Sarah. Definitiva anche la condanna a otto anni per Michele Misseri per la soppressione del cadavere. Lo zio di Sarah è uscito dal carcere di Lecce l’11 febbraio 2024, dopo aver beneficiato delle riduzioni di pena maturate durante la detenzione. Da allora è tornato a vivere ad Avetrana e, secondo le informazioni più recenti disponibili, ha ripreso una quotidianità molto simile a quella che conduceva prima del delitto.
Michele Misseri, dove vive oggi
Michele Misseri, dopo essere uscito dal carcere di Borgo San Nicola a Lecce, ha trascorso la prima notte da uomo libero in una villa nelle campagne di Gallipoli, lontano dai giornalisti che lo aspettavano ad Avetrana. Due giorni dopo, la mattina del 13 febbraio 2024, è tornato nella villetta al civico 22 di via Grazia Deledda, la casa in cui secondo la ricostruzione giudiziaria venne uccisa Sarah. È lì che risulta avere continuato a vivere anche successivamente. Una ricostruzione pubblicata da La Voce di Manduria nell’agosto 2025 descriveva la sua quotidianità ancora concentrata proprio tra la villetta e i terreni agricoli di Avetrana. La casa è stata per anni meta di giornalisti e curiosi. Il telo che copre parte della recinzione, però, non è una conseguenza della scarcerazione: Misseri aveva iniziato a schermare la proprietà già nell’estate del 2011, proprio per impedire a telecamere e curiosi di guardare all’interno.
Il lavoro nei campi
Prima della scarcerazione si era parlato della possibilità che Misseri tornasse a lavorare per un’azienda agricola. La disponibilità era stata segnalata al suo avvocato Luca La Tanza, ma la persona che aveva prospettato l’impiego non si era poi più fatta sentire. Già nel gennaio 2024 il Corriere della Sera riportava inoltre che Misseri percepiva una pensione. Questo non gli ha però impedito di tornare al lavoro agricolo. Secondo La Voce di Manduria, nell’agosto 2025 continuava a fare il bracciante agricolo per conto terzi e il piccolo coltivatore sui propri terreni. La mattina lavorava nei campi con il trattore, mentre il pomeriggio si occupava dell’orto dietro casa. La testata locale raccontava anche un dettaglio molto concreto: in quel periodo raccoglieva fagiolini e li vendeva ai concittadini a sette euro al chilo, effettuando anche consegne a domicilio. È l’ultima descrizione dettagliata e verificabile che emerge sulla sua attività quotidiana. Oggi Misseri ha 72 anni: è nato nel marzo 1954.
Una nuova privacy
Dopo il ritorno ad Avetrana, Misseri ha cercato almeno inizialmente di condurre una vita lontana dai riflettori. Le cronache locali hanno raccontato una quotidianità scandita soprattutto dalle uscite mattutine per raggiungere i campi e dal lavoro nella proprietà. Il rapporto con Avetrana resta inevitabilmente particolare. Già nei giorni della scarcerazione alcuni abitanti chiedevano che non tornasse il «circo mediatico», mentre altri sottolineavano semplicemente che, dopo aver scontato la pena, avrebbe dovuto poter riprendere la propria vita.
I rapporti con la famiglia
Con la moglie Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri il rapporto risultava ancora interrotto nel novembre 2024. Ospite di FarWest, Michele Misseri raccontò di continuare a scrivere alle due donne senza ottenere risposta: «Sabrina e Cosima non le sento più, non so nemmeno come stanno, gli scrivo ma non mi rispondono». Una situazione che, secondo il suo avvocato, durava già durante gli anni della detenzione. Diversa è la posizione della figlia maggiore Valentina. Nell’ottobre 2024 ha parlato pubblicamente del padre e ha dichiarato di essere convinta che sia stato proprio Michele a uccidere Sarah, in aperto contrasto con la ricostruzione stabilita dalle sentenze definitive. «Mio padre, ma strasicuro proprio», disse a FarWest.
Le continue autoaccuse
Michele Misseri ha continuato anche dopo la scarcerazione ad autoaccusarsi dell’omicidio di Sarah. Una versione incompatibile con la verità giudiziaria stabilita definitivamente dalla Cassazione, che ha riconosciuto responsabili dell’omicidio Sabrina Misseri e Cosima Serrano e ha condannato Michele per la soppressione del cadavere. Nel 2024 Misseri è tornato più volte davanti alle telecamere, da Le Iene a Porta a Porta fino a FarWest, ripetendo di essere l’unico responsabile e sostenendo che moglie e figlia siano innocenti. A FarWest disse: «Ci sono due innocenti in carcere», aggiungendo che il suo «carcere» era essere tornato a casa. Le sue dichiarazioni restano quindi tali: la versione personale di Michele Misseri, più volte modificata nel corso degli anni e respinta dalla ricostruzione giudiziaria definitiva del delitto.
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