I tifosi veri, quelli che per “ partito” preso , pensano di aver ragione su tutto
di Nello Passaro
Le tifoserie politiche nazionali, capeggiate dai nostri illustri politici, suddivise tra le categorie maggiori di destra e sinistra, solo apparentemente a difesa dell ‘interesse nazionale, si agitano, si accapigliano, si attribuiscono a vicenda colpe e responsabilita’ a pretesto su ogni cosa, su ogni piccola o grande cosa che possa sembrare di interesse comune e del Paese , ma tali non sono, ma solo una messa in scena per interesse di parte, per lucrare sotto l’aspetto politico.
E’ abominevole, avvilente , frustrante assistere come cittadini , quotidianamente , a queste scene e sceneggiate che solo vagamente e con tanta forzatura ed anche fantasia possono essere catalogate come espressioni di una normale dialettica e di una normale condotta politica.
Si litiga su tutto, si stravolgono anche i fatti,si ingigantiscono e si minimizzano a piacimento, mentre la verita’ si attesta solo su un credere a qualcosa che e’ tale solo se viene sponsorizzata e sostenuta dalla parte a cui da tifoso si presta fede a prescindere.
Ma e’ verita’ o mistificazione allo stato puro quello che ci viene propinato o quello a cui crediamo o vogliamo credere?
I tifosi veri, quelli che per “ partito” preso , pensano di aver ragione su tutto e non indietreggiano mai, fieri e sventolatori di bandiere al vento, camminano sulle orme dei loro capi.
Una folta schiera invece di increduli, avviliti e perdenti , guardano ormai esterrefatti con disprezzo e distacco da lontano fortemente delusi e nostalgici , spettatori sospesi nel vuoto di una commedia recitata da uomini non all’altezza del ruolo che gli compete e da tifosi accecati dall ‘odio ed animati da un senso di rivalsa atavico sull’ avversario -nemico, a cui interessa solo prevalere, ad ogni costo e con qualsiasi mezzo, credendo di dover a tutti i costi conquistare una vittoria nell’interesse di bandiera..
Questi , soggiogati dall’istinto da tifoso , credono di aver vinto ogni battaglia e di aver avuto la meglio sull’avversario e soddisfatti dell’impresa non si accorgono di avere perso la partita, quella partita che ogni cittadino dovrebbe vincere nel nome dell’ interesse comune, nel quale alberga, a ben vedere ed a lungo andare, soprattutto il suo.
E’ questo il modo di far politica o la politica e’ questo? E’ questo ruolo da tifoso quello giusto nel quale credere per un cambiamento effettivo? Fino a quando questa sospensione nel vuoto puo’ giovare alla causa comune?
Dove e quali frutti portera’ questa lacerazione nazionale interna e progressiva a cui si assiste gia’ da lungo tempo, raggiungendo livelli di asfissia e di inospportabilita’ come l’attuale?
Nello Passaro
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