Il dibattito sul futuro dei sei milioni di italiani nel mondo non può più limitarsi alla richiesta di correggere i disservizi consolari o alla protesta contro il taglio dei seggi a Roma
di Nello Passaro
Dobbiamo porci una domanda più profonda e squisitamente politica: qual è il vero vantaggio del nostro diritto di voto? Continuare a votare per il Parlamento italiano tradizionale, inviando a Roma una manciata di rappresentanti isolati, si è rivelato un vicolo cieco. La realtà odierna ci dimostra che quegli eletti, per quanto animati da buone intenzioni, finiscono inevitabilmente per subire la sudditanza delle logiche, dei veti e delle discipline dei partiti nazionali, il cui interesse è unicamente
concentrato sulle dinamiche elettorali interne alla patria.
La svolta epocale che il Comitato Promotore propone consiste nel trasferire integralmente l`obiettivo del nostro voto: non più per le Camere romane, ma per listituzione del Parlamento degli Italiani allEstero. È un investimento democratico radicale che risponde a quattro precise necessità strategiche che Roma non potrà
mai soddisfare. In primo luogo, l`azzeramento della sudditanza dai partiti nazionali. Un Parlamento proprio significa eleggere rappresentanti liberi da vincoli di coalizione romani, il cui unico mandato è la difesa della collettività globale. In secondo luogo, questo organo permette di identificare e gestire i reali bisogni della collettività con una precisione
chirurgica: chi vive sul territorio oltreconfine sa esattamente dove mancano impiegati nei consolati, dove i servizi previdenziali si inceppano e come vanno distribuiti i fondi.
In terzo luogo, il nuovo Parlamento è l`unica risposta possibile alle esigenze e alle potenzialità crescenti delle nuove generazioni. Con la maggioranza dei connazionali nati all`estero, non possiamo più pensare di agganciare i giovani bilingui e globali con i vecchi schemi della politica centralista. Dobbiamo offrire loro un`istituzione moderna e interamente digitale, che valorizzi le loro competenze e li renda protagonisti del proprio autogoverno. Infine, questa riforma offre un ponte di vicinanza istituzionale, sia fisica che pratica: grazie all'evoluzione dei COMITES in Consigli Regionali dotati di budget autonomi, l'istituzione non è più un ministero lontano e irraggiungibile a Roma, ma uno sportello decisionale presente sul territorio, integrato con le reti scolastiche, associative e tributarie locali.
Investire nel Parlamento degli Italiani all`Estero significa smettere di delegare in bianco la nostra cittadinanza a partiti che si ricordano di noi solo in campagna elettorale. Significa creare un organo di appartenenza diretta, solenne e a costo zero per lo Stato, capace di interfacciarsi con la madrepatria con la forza di una relazione annuale obbligatoria davanti alle Camere unificate. La bozza programmatica del Comitato è pronta e aperta al contributo di tutti: invitiamo i connazionali fieri delle proprie radici e provvisti di identità digitale (SPID o CIE) a scriverci a comitato.promotore@web.de per completare la squadra dei primi 10 soci fondatori storici. Il futuro non si aspetta, si governa.
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