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A preoccupare in modo particolare è il prezzo dell’olio d’oliva, con gli uliveti sono andati a fuoco in Grecia, Italia e Portogallo e altri colpiti da malattie
Il caldo torrido in Francia ha anche rallentato la crescita dell’uva nelle regioni vinicole come Champagne, Bordeaux e Borgogna, minacciando un raccolto inferiore e una delle vendemmie più precoci di sempre.
Nella regione dello Champagne, i produttori prevedono l’inizio della raccolta intorno al 15 agosto, circa un mese prima rispetto a qualche decennio fa. Secondo quanto riportato da Reuters, i viticoltori prevedono ora una resa dell’uva inferiore di circa il 10% rispetto all’anno scorso.
In Spagna, il ministero dell’Agricoltura prevede che il raccolto di cereali per il 2026-27 scenderà dai 24 milioni di tonnellate dell’anno scorso a poco più di 18,5 milioni di tonnellate, ma il dato potrebbe anche essere inferiore, visto che la stima era stata fatta prima che gli incendi boschivi facessero la loro parte e nonostante gli agricoltori spagnoli siano i più abili ad adattarsi alle condizioni calde e secche, coltivando varietà di colture in grado di resistere alle alte temperature e facendo maggiore ricorso all’irrigazione e alle riserve idriche per gestire i periodi di siccità.
Tutti gli alimenti a rischio
L’Unione Europea ha rivisto al ribasso le previsioni di raccolto per un’ampia gamma di colture, con un calo del 7% per i girasoli, essenziali per gli oli da cucina. Nel frattempo, le previsioni per il mais da granella sono diminuite del 6% rispetto alle stime precedenti, mentre quelle per patate e soia sono state ridotte del 3%.
Tuttavia, alcuni paesi sono stati colpiti meno duramente di altri: la Romania, ad esempio, ha registrato maggiori precipitazioni e il raccolto di grano italiano si è dimostrato resiliente, scrive il Guardian.
L’associazione di categoria agricola spagnola Asaja ha affermato che i danni diretti causati dagli incendi hanno colpito frutteti, vigneti, terreni agricoli e serre, con ripercussioni su agrumi, avocado, mandorle, vigneti, ortaggi e oliveti, mentre la scarsità d’acqua e le temperature estreme hanno compromesso la produzione di pomodori e mais.
A preoccupare in modo particolare è il prezzo dell’olio d’oliva: i coltivatori stanno lottando contro una combinazione di caldo estremo, siccità e, in alcuni casi, incendi. Gli uliveti sono andati a fuoco in Grecia, Italia e Portogallo e il caldo estremo ha anche provocato un aumento di parassiti, malattie e forti temporali, oltre a influire sulle dimensioni dei frutti
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