‘Il partito gode di scarsa popolarità, prevale la scelta del male minore’
Speciale USA Midterm 2026
“IDemocratici si preparano a un trionfo nelle elezioni di oggi: una vittoria agevole alla Camera e, secondo la maggior parte delle previsioni, la conquista anche del Senato.
Eppure, il partito gode di una popolarità inferiore a quella dell’Irs (l’agenzia delle entrate statunitense).
Persino il Gop (il Partito Repubblicano) ha un’immagine migliore”.
Lo scrive Axios sottolineando che “c’è una bella differenza tra una vittoria schiacciante e un mandato politico chiaro. Confondere le due cose potrebbe indurre i Democratici a interpretare erroneamente i risultati, dimenticando il grave problema di credibilità che dovranno affrontare in vista del 2028”. I Democratici, spiega il sito in una sua analisi, hanno agito correttamente su molti fronti, preparandosi a una serata potenzialmente trionfale. Hanno reclutato candidati capaci di rendere contendibili seggi al Senato in stati a maggioranza repubblicana, che fino a poco tempo fa sembravano fuori portata.
Molti di questi candidati hanno raccolto fondi in misura nettamente superiore ai loro avversari repubblicani. Tuttavia, sottolinea Axios, i sondaggi continuano a delineare un’elezione basata sulla scelta del “male minore” o, come l’ha definita un esponente repubblicano vicino all’entourage 
di Donald Trump, una gara a chi è più odiato dagli elettori. Il desiderio degli elettori di sottrarre potere a Trump è più forte di quello di conferire potere ai Democratici. I numeri: secondo un sondaggio di Nbc News condotto prima del voto, solo il 29% degli elettori registrati ha un’opinione positiva del Partito Democratico, contro il 38% che esprime un giudizio favorevole sul Partito Repubblicano. Lo stesso sondaggio indica un vantaggio di 7 punti per i Democratici nel voto su base nazionale per il Congresso (52% contro 45%). Inoltre, secondo un sondaggio di CBS News/YouGov di ottobre, quasi 6 elettori su 10 intenzionati a sostenere i Democratici dichiarano che il loro voto serve a fermare Trump e le politiche repubblicane; solo 4 su 10 affermano, invece, di essere motivati dal desiderio di aiutare i Democratici a realizzare il proprio programma.
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