Caso Garlasco, i pm chiedono il processo per Sempio: contestati odio e crudeltà

by | Nov 3, 2026 | CRONACA, Italy, PRIMOPIANO


Storia di RaiNews.it
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La procura di Pavia chiede il processo per Andrea Sempio, con l’accusa di omicidio aggravato nei confronti di Chiara Poggi.Andrea Sempio Chiara Poggi

Per lo stesso delitto, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, Alberto Stasi è stato condannato a 16 anni con sentenza passata in giudicato.

La richiesta di rinvio a giudizio dovrà essere esaminata da un giudice dell’udienza preliminare, dopo la fissazione dell’udienza preliminare stessa.

Nel chiedere il processo per Andrea Sempio, la procura conferma le due aggravanti già contestate con la chiusura delle indagini: l’avere “agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto” e l’“aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.

È quanto riportato nella richiesta di processo inviata al giudice per l’udienza preliminare.

Come si legge nel documento firmato dal procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, la richiesta di rinvio a processo di Sempio è stata fatta pervenire al giudice per l’udienza preliminare oggi dopo avere analizzato anche gli “atti da ultimo depositati dalla difesa dell’indagato”. Nel capo di imputazione, la procura afferma di ritenere che il 13 agosto 2007 a uccidere Chiara Poggi sia stato Sempio e non l’allora fidanzato,

Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, Sempio “dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima” sulla fronte e poi sullo zigomo destro, “facendola cadere a terra”. “A seguito di ciò, la trascinava” fino alla “porta di accesso alla cantina e, dopo che” la vittima “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” alla testa e al volto, “facendole perdere i sensi”.

A quel punto “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale” che portano in cantina dove, “sebbene Chiara fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” sulla parte posteriore del cranio, provocandone la morte. Una serie di azioni compiute “con crudeltà” e per “odio verso la vittima” che aveva respinto le sue proposte sessuali.

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