Comuni nel mondo – Butera aderisce al progetto Comuni nel Mondo

by | Oct 4, 2026 | CRONACA, italiani nel mondo, Italy, PRIMOPIANO, World

Una contea che fece tremare i re


Butera, arroccato su uno sperone roccioso, domina la piana di Gela come una sentinella di pietra affacciata sul Mediterraneo. Con la sua adesione al progetto Comuni nel Mondo, della Fondazione italiani.it, Butera entra in una rete che collega i territori alle proprie comunità nel mondo attraverso strumenti digitali multilingua. Un passo che ha un significato preciso: ritrovare chi è partito, e tenerlo vicino.

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Le origini di Butera si perdono nella leggenda, che ne attribuisce la fondazione al mitico re Bute. Più concreta è l’ipotesi che il nome derivi dall’arabo Butirah, “luogo scosceso”, descrizione perfetta per un borgo che si arrampica su tornanti dove non si vede altro orizzonte che il cielo. Fu tra le città più importanti della Sicilia medievale. La Butirah araba divenne, con i Normanni, sede di una delle contee più estese dell’isola, comprendendo persino i territori di Aidone e Piazza Armerina. Una potenza tale da spingere Guglielmo I a raderla al suolo nel 1161, per aver guidato l’opposizione baronale contro la monarchia.File:Map of comune of Butera (province of Caltanissetta, region Sicily, Italy).svg - Wikipedia Ripopolata dagli Svevi, passò poi ai Santapau, ai Lanza e infine ai Branciforti, che nel 1543 ne fecero un principato. Tra Sette e Ottocento la loro ricchezza valeva circa un decimo del reddito dell’intera Sicilia. Il castello arabo-normanno dell’XI secolo, ancora ben conservato, custodisce oggi un Antiquarium che racconta questa stratificazione di popoli e dominazioni, mentre sulla costa, unico caso nel Nisseno ad affacciarsi sul mare, resiste il Castello di Falconara, eretto nel Trecento e più volte ampliato dai signori che si sono succeduti.

Il Nero d’Avola e i sapori della Piana di GelaNero d'Avola - La Degustazione - Quattrocalici

Se c’è una cosa che ha riportato Butera sotto i riflettori, è il suo Nero d’Avola, coltivato negli antichi feudi che degradano verso Marina di Butera e capace di reggere il confronto con le etichette più blasonate dell’isola. A questo si affiancano i mandorli, gli ulivi, le “cchiàppari”, i pomodori essiccati al sole secondo tradizione contadina e la pasta con il miele, piatti che hanno portato il paese fino all’Expo di Milano tra gli itinerari del gusto siciliano. Poco fuori dal centro abitato, la necropoli del Piano della Fiera, scoperta nel 1953, conserva sepolture che vanno dalla metà del IX al VII secolo a.C., testimonianza di un insediamento la cui prosperità è documentata fino al IV-III secolo a.C.

La comunità nel mondoLa polenta di Buera. Locale, rustica e di grande valore

La polenta di Butera

Come tanti centri dell’entroterra siciliano, Butera ha pagato un prezzo alto allo spopolamento. Dai 10mila abitanti del 1951 non arriva oggi a 4.200 anime, e sono più i buteresi sparsi per il mondo di quelli rimasti tra i vicoli acciottolati del centro storico. Eppure il legame non si è mai spezzato.

Con l’adesione a Comuni nel Mondo, Butera rafforza questo filo e tende la mano a chi è partito e ai loro discendenti. Ovunque siano nel mondo, questo è ancora il loro paese.

Sei originario di Butera? Questa è anche la tua storia. Se le tue radici affondano in questo angolo di Sicilia sospeso tra rocca e mare, mantieni i contatti con il tuo Comune d’origine attraverso questo form: https://www.italiani.it/progetto-comuni-canale/contatti-per-comuni/. Sarai tra i primi a ricevere aggiornamenti sul tuo paese, a poter comunicare direttamente con l’amministrazione e molto altro ancora.

La foto di copertina è stata generata con l’IA a scopo illustrativo

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