
NON È PIÙ SOLTANTO UNA CONTRAPPOSIZIONE TRA DICHIARAZIONI E ARTICOLI DI STAMPA. ORA ESISTONO DUE TESTI DI EMENDAMENTO, CIRCOLATI PRIMA DELLA PUBBLICAZIONE UFFICIALE, CHE RIPORTANO IL NOME DELL’ON. FRANCO TIRELLI DEL MAIE TRA I FIRMATARI. E IL GIALLO, INVECE DI CHIUDERSI, DIVENTA ANCORA PIÙ INQUIETANTE
On. Franco Tirelli
Il caso della presunta firma dell’on. Franco Tirelli sugli emendamenti riguardanti il voto degli italiani all’estero assume ora contorni decisamente più inquietanti.
Dopo le dichiarazioni categoriche con le quali il deputato ha negato di avere mai sottoscritto gli emendamenti che modificavano la Circoscrizione Estero, arrivano infatti due documenti che impongono di riaprire la questione.
Si tratta di due testi di emendamento, entrambi intestati a 4 parlamentari, nei quali compare chiaramente, tra i firmatari, anche il nome dell’on Franco Tirelli del MAIE.
Non una citazione giornalistica, dunque, ma il nome riportato direttamente nei documenti oggi disponibili.
E la circostanza assume un peso ancora maggiore perché i due testi risultano essere circolati prima della pubblicazione ufficiale del fascicolo parlamentare.
Ricardo Merlo
Ed è proprio questa la successione temporale della quale avevamo già scritto.
Oggi, però, il quadro si arricchisce di una prova documentale che rende la vicenda assai più difficile da liquidare con una semplice smentita.
Attenzione, però: i documenti non consentono di affermare automaticamente che l’on. Tirelli abbia firmato la versione definitiva poi depositata alla Camera.
Ma dimostrano una cosa precisa e incontestabile: in due testi di emendamento circolati in quella fase il suo nome figurava tra i firmatari.
Ed è proprio qui che nasce la domanda decisiva.
Se Tirelli non aveva mai sottoscritto quegli emendamenti, per quale motivo il suo nome compare in entrambi?
Si trattava di bozze provvisorie? Di una prima versione successivamente modificata? Il nome era stato inserito per errore? Oppure la sottoscrizione era stata inizialmente prevista e poi ritirata o sostituita?
Sono interrogativi ai quali soltanto una ricostruzione documentale potrà dare una risposta definitiva.
Ma una cosa è certa: il nome dell’on. Tirelli non è frutto di una nostra interpretazione o di una ricostruzione giornalistica arbitraria. È scritto sui documenti.
E proprio per questo la vicenda merita ora la massima trasparenza.
Nessuno sta emettendo sentenze e nessuno intende attribuire responsabilità che i documenti disponibili non consentono ancora di dimostrare.
Ma davanti a due testi che riportano lo stesso nome tra i firmatari, la domanda resta inevitabile: chi lo ha inserito e perché?
E soprattutto, chi ha deciso successivamente che quel nome dovesse scomparire?
Per gli italiani nel mondo non è una curiosità burocratica. È una questione politica di enorme rilevanza, perché gli emendamenti intervengono direttamente sulle modalità della loro rappresentanza.
Per questo il «caso Tirelli» non può essere chiuso con un semplice «non ho mai firmato».
Ora ci sono due documenti da spiegare.
E finché quella spiegazione non arriverà, il giallo della firma resterà aperto.
“A rendere il quadro ancora più complesso è un’indiscrezione giunta alla nostra redazione, che al momento non ha trovato conferma ufficiale: poco prima del voto, l’on. Tirelli si sarebbe rivolto al presidente per chiedere che il proprio nome fosse rimosso dall’emendamento. Se confermata, questa circostanza potrebbe contribuire a spiegare perché il suo nome compaia nei testi circolati inizialmente e non nella versione definitiva. Proprio per questo sarebbe opportuno che i diretti interessati chiarissero pubblicamente che cosa sia accaduto e in quale momento.”
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