Cinque versamenti per complessivi 54.500 euro dall’USEI a Noi Moderati emergono dai registri ufficiali della Camera. Mentre il Centrodestra discute una riforma che ridurrebbe la rappresentanza degli italiani all’estero, il finanziamento apre interrogativi politici ai quali sarebbe utile dare una risposta pubblica.
Cinque bonifici. Cinquantaquattromilacinquecent o euro. È quanto risulta versato nel 2025 dall’USEI, il partito fondato da Eugenio Sangregorio per rappresentare gli italiani del Sud America, a favore di Noi Moderati di Maurizio Lupi.
Ciò quanto attestano i registri ufficiali della Camera dei deputati.
Fin qui, nessun illecito : il finanziamento è formalmente dichiarato e pubblicato. Ma la politica vive anche di simboli e di domande. E questo mini finanziamento qualche interrogativo lo pone.
Perché un partito nato per rappresentare gli italiani all’estero sceglie di finanziare un partito nazionale? Qual è il progetto politico comune?
Nel frattempo i parlamentari del MAIE siedono nello stesso gruppo parlamentare di Noi Moderati, all’interno della maggioranza di Centrodestra. E proprio nella maggioranza si discute una riforma che, secondo gli emendamenti presentati da Forza Italia, ridurrebbe le circoscrizioni estero e cancellerebbe le preferenze, diminuendo il peso elettorale delle comunità italiane nel mondo.
Su questo tema, finora, non si sono registrate prese di posizione parlamentari particolarmente incisive da parte degli alleati interessati.

È soltanto una coincidenza politica? Oppure prevale la logica della coalizione?
Anche le recenti dichiarazioni entusiastiche di Eugenio Sangregorio alimentano inevitabilmente la curiosità su quale ruolo egli immagini per il futuro.
È un messaggio rivolto agli elettori? Agli alleati? O preannuncia un ritorno diretto sulla scena parlamentare? Sono interrogativi, non accuse. Ma quando un partito che rappresenta gli italiani all’estero finanzia una forza politica italiana mentre è aperto un dibattito destinato a incidere proprio sulla rappresentanza degli emigrati, chiedere trasparenza e spiegazioni non è malizia: è semplicemente buon giornalismo.
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