REFERENDUM CITTADINANZA 2026: UNA COMPLICATA CORSA AD OSTACOLI CON 500 MILA FIRME DA RACCOGLIERE, UN ELETTORATO A CUI CHIEDERE IL QUORUM ED UNA NAZIONE DA CONVINCERE AD ANDARE A VOTARE.

by | Sep 18, 2026 | EUROPA, Italy, POLITICS, PRIMOPIANO, World

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La Cassazione ha pubblicato pochi giorni addietro il quesito referendario che punta a cancellare due parti dell’articolo 3-bis della legge sulla cittadinanza. Ora comincia la raccolta delle 500 mila firme necessarie. Ma il traguardo delle firme non significa automaticamente referendum: la richiesta dovrà superare i controlli dell’Ufficio Centrale presso la Cassazione e il giudizio della Corte Costituzionale. Se si arriverà alle urne, servirà il voto della maggioranza degli aventi diritto, cioè degli elettori iscritti nelle liste elettorali, compresi quelli residenti all’estero e iscritti all’AIRE. In termini pratici, il quorum sarà raggiunto con almeno il 50 per cento più uno degli elettori chiamati al voto; solo dopo si conterà la maggioranza dei voti validamente espressi. Una strada lunga e piena di ostacoli, perché il tema, molto rilevante per gli italiani all’estero e per i loro discendenti, potrebbe non risultare altrettanto immediato per l’intero elettorato italiano.

Pier Francesco CorsoAl via le nuove azioni per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana. Leggi il nostro focus su come aderire. - Studio Legale La CavaStudio Legale La Cava
La partita è ufficialmente cominciata. La Gazzetta Ufficiale del 17 settembre ha pubblicato l’annuncio della Corte Suprema di Cassazione: undici cittadini italiani hanno depositato la richiesta per promuovere un referendum abrogativo su due parti dell’articolo 3-bis della legge sulla cittadinanza varata lo scorso anno dal ministro Tajani.
Non si chiede di cancellare tutta la riforma del 2025. Il quesito vuole eliminare le parole «anche prima della data di entrata in vigore del presente articolo» e la parola «esclusivamente». Sono poche parole, ma con effetti giuridici sulle regole applicabili alla cittadinanza per discendenza.cittadinanza italiana procedimento Archivi – Pratichiamo Legge
Il primo ostacolo sono le 500 mila firme. Per proseguire servono almeno 500 mila firme di elettori, la soglia prevista dall’articolo 75 della Costituzione per chiedere un referendum abrogativo.
Raggiungere questa cifra, però, non significa avere già ottenuto il referendum. La documentazione dovrà essere sottoposta ai controlli dell’Ufficio centrale per il referendum presso lal Cassazione. Successivamente interverrà la Corte Costituzionale per il giudizio di ammissibilità. Soltanto dopo il superamento di queste fasi si potrà arrivare alla consultazione popolare.CITTADINANZA ITALIANA: COME SI OTTIENE? - Cittadinanzattiva una organizzazione, fondata nel 1978
Se si arriverà alle urne, comincerà la seconda difficoltà: il quorum. La Costituzione stabilisce che il referendum abrogativo è valido soltanto se partecipa alla votazione la maggioranza degli aventi diritto.
Per aventi diritto si intendono tutti gli elettori iscritti nelle liste elettorali per quella consultazione: cittadini italiani maggiorenni, residenti in Italia o all’estero, purché in possesso del diritto di voto. Il quorum non si calcola quindi sui votanti effettivi, ma sull’intero corpo elettorale italiano. La soglia è il 50 per cento più uno degli aventi diritto: se, per esempio, gli elettori fossero 50 milioni, servirebbero almeno 25 milioni e un voto.
Non basta andare a votare: perché l’abrogazione passi, una volta raggiunto il quorum, deve prevalere il SÌ tra i voti validamente espressi.
Un conto è convincere 500 mila persone a firmare. Un altro è portare alle urne la maggioranza dell’intero corpo elettorale italiano.
La cittadinanza per discendenza è una questione particolarmente sentita dagli italiani residenti all’estero e dalle loro famiglie. Ma il referendum è nazionale e riguarda tutti gli elettori. Il quesito dovrà quindi diventare comprensibile anche a milioni di cittadini che potrebbero non conoscere l’articolo 3-bis, la cittadinanza iure sanguinis o le conseguenze della norma.
La sfida sarà dunque anche comunicativa e politica. Il percorso prevede 500 mila firme, il controllo della Cassazione, il giudizio della Corte costituzionale, il voto e il quorum della maggioranza degli aventi diritto, oltre alla maggioranza dei SÌ.
C’è poi un elemento da non sottovalutare: il referendum è abrogativo. Non scrive una nuova legge e non riscrive l’articolo 3-bis. Elimina soltanto le parti indicate nel quesito. La conseguenza concreta dipenderà quindi dal testo che resterà in vigore dopo l’eventuale abrogazione.
Per i promotori è una scommessa importante. Prima di chiedere agli italiani di votare, però, bisognerà riuscire a portarli alle urne. Il quorum rappresenta infatti uno degli ostacoli più difficili dei referendum abrogativi italiani.Come richiedere la cittadinanza italiana
Per questa consultazione, dunque, il primo numero da guardare non sarà soltanto quello delle 500 mila firme. Sarà anche il 50 per cento più uno degli aventi diritto, cioè di tutti gli elettori iscritti nelle liste, inclusi quelli residenti all’estero. Raccogliere mezzo milione di firme dimostra una mobilitazione sufficiente per chiedere il referendum. Portare alle urne la maggioranza degli elettori significa invece coinvolgere l’intero Paese.
La corsa è appena iniziata: firme, controlli, giudizio di ammissibilità, quorum e informazione. Solo alla fine si saprà se l’iniziativa sarà riuscita in questa complicata maratona ad ostacoli a raggiungere davvero il traguardo.
Pier Francesco Corso

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