Man mano che ci avvicineremo alle elezioni di metà mandato il Presidente Trump, in calo nei sondaggi, aumenterà la carica aggressiva contro tutti quelli che, a quel momento, considererà suoi nemici

Anche il blitz in Venezuela delle truppe d’assalto Usa per arrestare in camera da letto il dittatore Maduro e sua moglie e portarli in catene a casa dell’imperatore sembra cosa di adesso ma è la fotocopia del blitz a suo tempo messo in atto nel 1989 per arrestare Noriega il dittatore di Panama poi condannato in America. Ci sono pure i sequestri delle petroliere russe nei mari che interessano gli americani. Tutto questo per dimostrare cosa?
Senza considerare che l’assassinio della giovane donna oggi a Minneapolis può essere la miccia, e proprio negli Stati Uniti c’è una situazione al limite. Qualcuno già parla di una possibile guerra civile e rivolte nelle città. Che alla fine sarebbe la giustificazione per militarizzare tutte quelle città dove invece comandano i suoi avversari politici. Trump ha bisogno che la sua immagine si accompagni al terrore, alla possibilità di essere colpiti ovunque e senza bisogno di chiedere il permesso a qualche organismo internazionale.
La giustificazione interna, e su questo la cricca Trump insisterà sempre di più, sarà quella della caccia agli immigrati, il capro espiatorio per mantenere il controllo almeno della maggioranza degli americani che lo ha votato proprio perché avevano bisogno di un colpevole per la loro rabbia e frustrazione, per non essere più considerati quelli di un passato glorioso. Quale nessuno lo sa, ma loro ci credono. Alla fine, il mantra sarà quello dell’aggressione esterna e interna, da cui bisogna difendersi con muri, milizie e blitz. Per creare quella che gli oligarchi tecnologici a fianco di Trump hanno già annunciato come loro obiettivo: La Repubblica tecnologica.
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