Nel frattempo la Task Force italiana – guidata dall’Incaricato d’Affari dell’Ambasciata d’Italia a Berna e inviata ad Aarau dal Ministro Tajani – è al lavoro per assistere le famiglie degli italiani coinvolti e per seguire da vicino gli sviluppi e le indagini, in raccordo con le autorità svizzere.
Tra i messaggi di cordoglio per la scomparsa della giovane connazionale, anche quello della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte di Maria Spinelli, la giovane italiana rimasta vittima della tragica sparatoria di Aarau, in Svizzera”, le parole della Premier. “Il mio pensiero va anche agli altri feriti, tra i quali risultano due cittadini italiani, e a tutte le persone coinvolte in questa drammatica vicenda. Seguiamo con attenzione gli sviluppi attraverso la Farnesina e le nostre rappresentanze diplomatiche, confidando nel lavoro delle autorità svizzere per fare piena luce sull’accaduto e individuare i responsabili”. (aise)
Chi era Maria Spinelli
Aveva 22 anni Maria Spinelli, la giovane italiana morta nella sparatoria avvenuta nella notte all’Aarauer Rave, all’ippodromo di Schachen, ad Aarau, in Svizzera. Era nata all’ospedale San Liberatore di Atri in provincia di Teramo, e viveva a Città Sant’Angelo, nel Pescarese, dove risiede ancora il padre. Il prossimo 26 ottobre avrebbe compiuto 23 anni. Maria era partita dall’Abruzzo con l’idea di trovare lavoro e costruirsi una nuova vita lontano da casa. In Svizzera aveva trovato un impiego come cameriera e si era stabilita a Oftringen, nel Canton Argovia, a circa 15 chilometri da Aarau.
Dall’Abruzzo alla Svizzera
Prima di partire, Maria aveva studiato all’indirizzo alberghiero di Silvi, sede distaccata dell’Istituto Zoli, completando un percorso che guardava al mondo della ristorazione. Secondo il racconto di uno dei suoi professori, Federico Anzellotti, già durante gli anni della scuola aveva espresso il desiderio di lasciare l’Abruzzo e cercare la propria strada altrove. “Lo diceva sempre già a scuola che l’Abruzzo le stava stretto e che sarebbe andata via”, ha raccontato il docente, ricordandola come una ragazza “con grande forza di volontà e idee molto chiare sul suo futuro”. Dopo il diploma aveva quindi deciso di partire. Era arrivata in Svizzera da poco e aveva iniziato a mantenersi con lavori saltuari, cercando di raggiungere quella maggiore indipendenza economica che desiderava.
Una famiglia numerosa e un passato difficile
Maria proveniva da una famiglia numerosa, di origine rom, che viveva a Città Sant’Angelo. La sua infanzia era stata segnata dalla separazione dei genitori e da periodi di difficoltà economica. Il Corriere della Sera ha raccolto la testimonianza di un vicino di casa, rimasto anonimo, che viveva nello stesso palazzo di Maria in Svizzera da meno di un anno e con lei aveva stretto un rapporto di amicizia. “Era una ragazza semplice, con una storia difficile alle spalle, ma nonostante tutto aveva sempre il sorriso. Era tranquilla, dolce, affettuosa. Aveva una grande voglia di vivere”, ha raccontato. Secondo il vicino, Maria parlava del proprio passato senza nascondere le difficoltà attraversate. “Voleva ricominciare. Cercava un lavoro, voleva diventare indipendente e costruirsi un futuro. Non voleva tornare indietro: il suo obiettivo era riuscire a stabilirsi qui”. Tra i suoi parenti c’era anche il cugino Loris Spinelli, pilota automobilistico che vive negli Stati Uniti. La famiglia era comunque rimasta un punto di riferimento importante per Maria, nonostante la scelta di trasferirsi all’estero.
Fonte Il Giornale
I lavori saltuari
Per mantenersi, Maria accettava i lavori che riusciva a trovare. Faceva giornate saltuarie come cameriera in bar, ristoranti e food truck. In particolare, secondo il vicino, quando poteva aiutava anche nel food truck della famiglia con cui aveva stretto amicizia. “Era bravissima a cucinare”, ha raccontato, descrivendola come una ragazza umile che “non si tirava indietro davanti al lavoro”. Con quella famiglia aveva costruito un rapporto che andava oltre la semplice conoscenza. “Sapevamo che aveva delle difficoltà e cercavamo di aiutarla. Qualche volta le facevamo la spesa, altre volte stavamo semplicemente insieme. Si parlava, si usciva, si condividevano le cose normali della vita. Con il tempo era diventata una persona di famiglia”. Maria era particolarmente legata anche ai bambini della famiglia. “Giocava spesso con loro. Le piacevano moltissimo i bambini”, ha raccontato il vicino. Quando poteva, anche nei periodi in cui aveva pochi soldi, cercava di comprare loro piccoli regali.
La passione per la techno
La musica era una parte importante della sua vita. Maria amava in particolare la techno e frequentava feste e festival anche prima di trasferirsi in Svizzera. Sui suoi profili social aveva condiviso immagini e video legati alle serate e ai raduni. “Quando c’era musica cercava di esserci. Non si perdeva una festa e spesso usciva con gli amici. Le piaceva stare in compagnia, divertirsi e vivere quei momenti di spensieratezza”, ha raccontato il vicino. Anche per questo quella sera aveva scelto di partecipare all’Aarauer Rave. Tra gli artisti che si esibivano c’era il dj Tekibo, che dopo la sparatoria ha scritto sui social di aver perso un’amica importante. “Quello che è successo è straziante e nel nostro mondo non dovrebbe mai accadere. Sto ancora cercando di elaborare quello che è successo perché ho perso un’amica importante e non ho le parole giuste. Rip M”. Il riferimento alla “M” è stato collegato da diverse testate a Maria Spinelli, ma Tekibo non ha pubblicamente pronunciato il suo nome. La sua testimonianza va quindi riportata senza presentare come certa la natura del loro rapporto.
Il sogno di una vita stabile
Dietro la voglia di divertirsi e stare in compagnia c’erano progetti molto concreti. Maria voleva trovare un lavoro stabile, avere una casa e costruire una famiglia. “Sognava un lavoro stabile, una casa, qualcosa di suo. Voleva una famiglia e una persona accanto che potesse darle sicurezza. Desiderava soltanto una vita tranquilla”, ha raccontato il vicino. Nonostante avesse soltanto 22 anni, secondo chi l’aveva conosciuta in Svizzera mostrava una maturità costruita anche attraverso le difficoltà. “Nonostante avesse 22 anni, aveva una grande consapevolezza. Aveva passato momenti difficili e forse proprio per questo sembrava più adulta”. Alla sua famiglia d’origine era comunque molto legata. In Abruzzo aveva lasciato il padre, i numerosi parenti e il suo cane, un terrier bianco.
Il dolore di Atri e Città Sant’Angelo
La notizia della sua morte ha colpito le comunità abruzzesi alle quali Maria era legata. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha espresso, a nome personale e dell’intera Giunta regionale, “il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa di Maria Spinelli”, ricordandola come una “giovane originaria di Atri e residente a Città Sant’Angelo”. “In questo momento di immenso dolore, la Regione Abruzzo si stringe con affetto e partecipazione alla sua famiglia, agli amici e alle comunità di Atri e Città Sant’Angelo, profondamente colpite da questa drammatica vicenda”, ha aggiunto Marsilio. Anche il sindaco di Città Sant’Angelo ha parlato della famiglia della ragazza: “Conosco la famiglia ma non la ragazza”.
Una vita spezzata a 22 anni
Maria aveva appena iniziato il percorso che aveva immaginato per sé. Era arrivata in Svizzera per lavorare, aveva stretto nuove amicizie e cercava di costruire quella stabilità che desiderava da tempo. Sul corpo aveva tatuato due parole: “Buena suerte”, buona fortuna. Oggi, alla luce della sua storia, quell’augurio sembra quasi raccontare un sogno spezzato proprio mentre Maria aveva iniziato a inseguirlo. La notte della sparatoria era all’Aarauer Rave, dove si esibivano anche alcuni artisti che conosceva. “Purtroppo, una volta acquisita una prima idea della situazione e constatata la presenza di feriti, è emerso subito che qualsiasi soccorso sarebbe arrivato troppo tardi per quella donna”, ha detto il portavoce della polizia Bernhard Graser dopo la sparatoria. “Esprimo il mio più profondo cordoglio per la morte di Maria Spinelli, la giovane italiana rimasta vittima della tragica sparatoria di Aarau, in Svizzera”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Il mio pensiero va anche agli altri feriti, tra i quali risultano due cittadini italiani, e a tutte le persone coinvolte in questa drammatica vicenda”.
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